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Grand Budapest Hotel: le location del film di Wes Anderson

Dove è stato girato Grand Budapest Hotel? Panoramica delle location che hanno contribuito alla creazione dell'atmosfera sognante del film di Wes Anderson.

Grand Budabest hotelI colori pastello, le simmetrie baroccheggianti, le location mozzafiato che sembrano non esistere, tanto sono belle, e l’horror vacui: gli ingredienti tipici della cinematografia di Wes Anderson si amalgamano alla perfezione in Grand Budapest Hotel, tanto da portare alla vincita di quattro premi Oscar – miglior colonna sonora, miglior costume, miglior trucco e, come è giusto che sia, miglior scenografia.

The Grand Budapest Hotel: recensione
Viscerale omaggio alla bellezza decadente della Belle Époque e dei Grand Hotel della vecchia Europa, il lungometraggio di Wes Anderson riesce a conquistare lo spettatore grazie all’ammaliante e nostalgico universo di Gustave H., l’idiosincratico concierge del Grand Budapest Hotel, un universo che si snoda e si perde tra le ammalianti location della fittizia Repubblica di Zubrowska, una nazione sperduta tra le montagne dell’Europa orientale che deve il suo nome allo storico brand di vodka polacca all’erba del bisonte.
Di seguito, una rapida panoramica delle location che, come tessere di un puzzle, hanno contribuito alla creazione della nazione in cui è ambientato Grand Budapest Hotel.

Le location di Grand Budapest Hotel: il grande magazzino di Görlitzer Warenhaus
Partiamo dall’albergo che dà nome al film: il Grand Budapest Hotel. Il luogo è stato ricavato da un magazzino in stile Art Noveau, chiamato Görlitzer Warenhaus, e costruito nella cittadina tedesca di Görlitz. Entrato quasi per caso durante la ricerca di location adatte al suo film, Wes Anderson si è subito innamorato dell’architettura dell’edificio: “Stavo cercando di trovare un vero hotel ma non ne ho trovato nessuno che fosse adatto” ha dichiarato il regista “questo grande magazzino è stato costruito nel 1910 ed era funzionante fino a cinque anni fa.”
Con le sue scalinate, gli ascensori retrò e con il suo atrio simmetrico, il grande negozio è stato, quindi, definito unanimemente la perfetta proiezione del Grand Budapest Hotel.
“Quando ho visto l’edificio per la prima volta” ha dichiarato Adam Stockhausen, scenografo che ha lavorato con il regista nei precedenti Moonrise Kingdom e Il treno per il Darjeeling “ho pensato che era perfetto, semplicemente perfetto“. “Le colonne, le scale, la finestra davvero spettacolare e il maestoso lampadario – che si trovava già lì – sono originali. Abbiamo costruito tutto il resto” aggiunge Stockhausen nella stessa intervista.
Sebbene lo spazio del Görlitzer Warenhaus sembrasse perfetto, Wes Anderson continuava a vederci dei difetti. Difetti che portarono il regista a complicare il lavoro del team di scenografi che dovevano arredare e abbellire il grande atrio centrale, la hall del Grand Budapest Hotel.
Stockhausen e i suoi collaboratori, infatti, dovettero costruire due set, minuziosamente curati e completi di ogni dettaglio, dello stesso luogo: il primo era destinato alla sequenza girata tra gli anni Venti e gli anni Trenta – come ritratto nel frame in alto –, mentre il secondo dedicato alla timeline degli anni ’60, in cui l’hotel veniva mostrato nella sua squallida decadenza post-seconda guerra mondiale – come viene mostrato nel frame in basso.

Le location di Grand Budapest Hotel: la cittadina di Görlitz
Una volta scelto che il magazzino di Görlitzer Warenhaus sarebbe stata la location principale del lungometraggio, fu spontaneo prendere un’altra decisione: Grand Budapest Hotel sarebbe stato totalmente ambientato nella cittadina di Görlitz. Stando a ciò che è stato dichiarato, infatti, Görlitz “aveva così tante particolarità, così tanti edifici differenti da portarci a pensare che avremmo potuto girare praticamente l’intero film lì”.
Wes Anderson, alla ricerca di ambientazioni che fossero una combinazione di diverse località dell’Europa dell’Est, trovò in Görlitz “tutto quello di cui avevo bisogno, inclusi bagni termali abbandonati e una gigantesca sala da ballo”.
Eppure non tutte le location mostrate in Grand Budapest Hotel sono luoghi reali, partendo dalla facciata esterna dell’hotel stesso, la quale è stata ispirata sia dall’Hotel Börse, in cui il regista e l’intero cast soggiornavano, che dal Bristol Palace Hotel di Karlovy Vary, una rinomata località termale della Repubblica Ceca: in entrambi i casi, è bastato rendere la tonalità di rosa più acceso, allungando l’edificio.

Le location di Grand Budapest Hotel: il ponte in cui è stato girata la scena del matrimonio
Come in ogni suo lungometraggio, anche in Grand Budapest Hotel, Wes Anderson decide di commuovere il pubblico femminile con una storia d’amore strappalacrime, coronatasi con un matrimonio celebrato in fretta e furia su una piattaforma panoramica di un ponte sperduto nella neve. Tale ponte si rivelerà essere il Basteibrücke Bridge, situato nella regione tedesca della Sächsische Schweiz, una delle aree più montuose – e mozzafiato – della Sassonia.

Le location di Grand Budapest Hotel: i castelli di Waldenburg e di Hainewalde
A differenza degli esterni – che passeremo in rassegna più tardi –, gli interni della casa dell’anziana Madame D. si trovano del castello di Waldenburg, localizzato nell’omonima Waldenburg, una città del distretto di Zwickau. In Sassonia, quindi, di nuovo.

Le location di Grand Budapest Hotel: il maestoso ristorante dell’hotel
L’anziano Zero racconta la lunga storia della sua improbabile amicizia con M. Gustave, mentre il giovane scrittore interpretato da un brillante Jude Law lo ascolta attentamente, mentre cena. Vi ricordate questa scena? Secondo la finzione cinematografica, ci troviamo nell’enorme sala da pranzo del Grand Budapest Hotel; ma, nella realtà, ci si trova all’interno del Stadthalle, il vecchio municipio abbandonato di Reichenberger Straße, trasformato per l’occasione in un luogo in cui mangiare. Per completare il set, Wes Anderson ha commissionato all’artista Michael Lenz un altrettanto enorme dipinto nello stile del paesaggista ottocentesco Caspar David Friedrich, come si può notare nel frame sopra.

Fonte: cinematographe.it

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