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L’Irpinia a Cannes. La Film Commission al Festival scommette su Carlo Gesualdo

carmine caraccioloIrpinia Film Commission partecipa per il quarto anno alla celeberrima kermesse cinematografica internazionale e candida un lavoro sul principe dei musici, per legare il cinema e il territorio in un'unica grande vetrina. L'associazione presieduta da Carmine Caracciolo infatti ha promosso anche i vini irpini, che hanno incassato successo ed interesse

L’Irpinia di scena a Cannes. Per il quarto anno Irpinia Film Commission si è presentata alla comunità del cinema internazionale nel corso del celeberrimo Festival di Cannes. La delegazione irpina, guidata dal presidente Carmine Caracciolo, è sbarcata sulla Croisette sabato 18 maggio e si tratterrà fino a martedì per incontrare produttori, distributori e addetti ai lavori.

Dalla sua recente nascita Irpinia Film Commission promuove gli incantevoli scenari irpini, le sue maestranze, i servizi, presso le produzioni nazionali e internazionali. Un ambiente, quello del cinema, molto chiuso e autorefenziale, in cui bisogna far breccia usando le armi della professionalità, serietà e perseveranza, presenziando con costanza gli appuntamenti più importanti.

“Quello di Cannes – afferma Caracciolo – è ormai per noi un appuntamento fisso, a cui partecipiamo con grande trasporto. Nella prima esperienza seguimmo nello short film corner il nostro primo cortometraggio di qualità, Krineide. In seguito siamo ritornati per la presentazione internazionale di Irpinia Film Commission agli operatori del settore, in una conferenza stampa nel padiglione italiano. Successivamente, forti delle esperienze precedenti, abbiamo interpretato la nostra presenza in modo più mirato, per incontrare distributori interessati al nostro documentario su Ciriaco De Mita. Quest’anno il nostro principale obiettivo è raccogliere interessi e contatti per la realizzazione di un grande lavoro su Carlo Gesualdo”.

Un’iniziativa, quella sul “principe dei musici”, che bolle in pentola da anni attorno a un soggetto scritto dallo stesso Caracciolo e che fu sviluppato solo in forma di cortometraggio dalla sceneggiatura di Luca di Leo.

Fonte: www.nuovairpinia.it

 

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