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Dopo la Napa Valley Alexander Payne sceglie le Hawaii

George Clooney ha messo a segno un nuovo colpo interpretando "The Descendants", diretto dall'ottimo Alexander Payne. Il film è stato presentato fuori concorso al Festival di Torino e come "A proposito di Schmidt" e "Sideways" riprende (in parte) la traccia della narrazione on-the-road, per il cinema americano forma metaforica per eccellenza al servizio dell'evoluzione di un personaggio. 

Nel film Clooney interpreta Matt King, tipo tranquillo e un po' grigio, ricco ma fin troppo parco nell'approfittare della vita. Discendente dalla stirpe dei re delle Hawaii, l'uomo sta trattando un affare che gli frutterebbe un patrimonio, ma consegnando alla speculazione l'ultima spiaggia incontaminata dell'arcipelago, di cui è l'erede. Vittima di un incidente in mare, sua moglie Elizabeth entra in coma irreversibile. Ed ecco Matt alle prese con le figlie Alex, di diciassette, e Scottie, di dieci anni, fanciulle diversamente problematiche; non bastasse, il poveretto viene a sapere che la moglie lo tradiva con un odioso agente immobiliare, di cui era innamoratissima. Decide allora di mettersi in viaggio per guardare in faccia il rivale, assieme alle figlie e all'amichetto di Alex: ragazzino dall'aria deficiente, ma che tanto deficiente, poi, non è.

È un valore aggiunto la location alle Hawaii (e Clooney riesce a portare con eleganza anche le famigerate camicie multicolori), di rado rappresentate dal cinema in modo non folkloristico. Ancora una volta Payne dimostra di sapere tenere in considerazione l'identità culturale della location che fa da sfondo al racconto e quindi al film. Scommettiamo che anche quest'ultimo lavoro si tradurrà in un nuovo caso di successo cineturistico per il territorio hawaiano?

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