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"La storia di Cino" film girato nelle valli del cuneese

Sul versante italiano e francese delle Alpi, il regista torinese ha girato il suo primo film di finzione. Uncem ha seguito con i Comuni le fasi di organizzazione delle riprese. “Anche questa è promozione”

L_4e984dd77e.jpgMercoledì 10 dicembre alle ore 20,30 al cinema Monviso di Cuneo, verrà presentato in anteprima nazionale il film del regista Carlo Alberto Pinelli “La storia di Cino. Il bambino che attraversò la montagna”. Una storia emozionante interamente girata nel 2011 sui versanti italiano e francese delle Alpi del Mare, grazie alla collaborazione di molti Comuni montani e delle Comunità montane cuneesi. Uncem aveva seguito le prime fasi della realizzazione del film e aveva ospitato a Torino la presentazione del lavoro di Pinelli. La sceneggiatura, firmata anche da Giovanni De Feo (supervisione di Tullio Pinelli), ha ottenuto il finanziamento della Direzione Generale dello Spettacolo del Ministero degli Affari Culturali, di Eurimages, della Film Commission Torino-Piemonte, della Film Commission Paca.
“L’idea di questo film – spiega Pinelli, www.carloalbertopinelli.it - mi venne suggerita, molti anni fa, dallo studioso di tradizioni popolari Nuto Revelli. Si basa su una vicenda realmente accaduta, intorno alla quale, insieme allo sceneggiatore Giovanni De Feo, ho imbastito un intreccio di pura fantasia, ricco di colpi di scena. Nei decenni a cavallo tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 l’estrema miseria costringeva spesso i montanari delle valli del Cuneese a offrire i propri figli in affitto ai più ricchi contadini della pianura, o addirittura ai malgari del versante francese delle Alpi Marittime. Malgari a volte molto duri. Il film narra la fuga di due pastorelli dalla tirannia dei padroni francesi e la loro avventurosa traversata della catena alpina per ritornare nelle valli natie». Una storia che non poteva essere raccontata, secondo Pinelli, con un documentario (ne ha curati oltre 120 nel corso della sua carriera), ma con un film di finzione. “Per vent’anni ho ragionato su come raccontare questa storia e negli ultimi tre anni abbiamo costruito il progetto”.
Piemonte, fine ‘800. Il piccolo Cino, nove anni, figlio di poveri montanari del cuneese viene affidato ad un losco carrettiere francese per essere condotto in Francia ed "affittato" per lavorare negli alpeggi estivi del Mercantour. Durante il viaggio, Cino stringe amicizia con Catlìn, una bambina della sua età che, lungo il percorso, si ammala di polmonite e viene abbandonata dal carrettiere. Cino, una volta in Francia è vittima dei maltrattamenti del suo padrone e ben presto scappa in una fuga disperata che tuttavia lo porta a ritrovare inaspettatamente la piccola Catlìn, con la quale decidono di attraversare a piedi le Alpi per ridiscendere in Piemonte e tornare a casa. Il percorso verso l'Italia si rivela presto irto di sorprese e di pericoli su quella Montagna, popolata da forze misteriose ed ostili, che sembra avere una magica influenza sulla piccola Catlìn...
“Non è la prima volta che Uncem segue le fasi di avvio e la scelta dei luoghi per documentari, lungometraggi e clip che toccano le aree montane, d’intesa con la Film Commission Torino Piemonte – spiega Marco Bussone, responsabile della comunicazione Uncem – Per le Terre Alte piemontesi si tratta di ottime occasioni di promozione, sul piccolo e sul grande schermo. L’ultima è stata possibile in Val Maira, con ‘Questo nostro amore 70’, che ha portato in valle gli attori e la troupe per oltre un mese di lavoro, dunque con buone ricadute sull’economia del territorio. Il film di Pinelli ritrae la valle Stura e altre zone alpine. Non sarà certo l’ultima occasione di promozione nella quale Uncem coinvolgerà Comuni e Unioni montane. Lo sviluppo passa anche da qui”.

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