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Il “cineturismo”: leva di sviluppo che Reggio ha assaporato ma non ha saputo sfruttare

MontalbanoRCE’ risaputo che la produzione audiovisiva incide positivamente nel territorio prescelto come set: fonte di investimenti e sviluppo economico che riceve input sotto più aspetti. Ma, negli ultimissimi anni, anche il settore del turismo ha beneficiato di questa sorta di “manna” che si genera in una località quando essa è luogo di un set cinematografico. Insomma, il settore dei viaggi ha scoperto una preziosa leva di marketing da non sottovalutare, il cinema. Ci si chiederà cosa c’entrino i film e le serie tv con lo stimolare la crescita dei viaggi. Ebbene, è stato constatato che il forte sentimento che lega il fan alla sua pellicola preferita lo porta a maturare la necessità di rivivere la storia proprio recandosi nei luoghi in cui il film stesso è stato girato.
E’ un filo emozionale talmente forte che porta il fan il più delle volte a diventare un potenziale turista, visitatore di quei luoghi dove i personaggi a cui si è affezionato hanno preso vita. Una ricerca condotta dal Cineset dell’Università Ca’ Foscari di Venezia ha evidenziato come l’impatto del grande schermo sul telespettatore può incidere indirettamente sul fronte del turismo. I risultati della ricerca hanno dimostrato che, nella maggior parte dei casi studiati, le località che sono state protagoniste di film o serie tv hanno registrato un incremento dei flussi di visitatori proprio nel periodo appena successivo alla trasmissione della pellicola sul grande schermo. Fra i casi esaminati da Ciset-Ca’Foscari spicca la cittadina di Dubrovnik, in Croazia, dove si è girata la seconda serie del fortunato “Game of Thrones” – Il Trono di Spade. L’agenzia croata per il turismo ha individuato un aumento del 15% , in particolare di turisti Britannici nell’anno 2012- 2013, attribuibile proprio al fatto che la serie tv trasmessa in quell’anno è stata girata in quei luoghi. Ma come non ricordare Alnick Castle, grazie al fenomeno globale “Harry Potter”, con un +120% di visitatori, ed anche Cefalonia dopo Il Mandolino del Capitano Corelli (+22% di arrivi dal Regno Unito).
I casi europei che dimostrano questa tendenza sono molteplici, e giocando “in casa”, caso storico è quello della città di Roma. Dalla Dolce Vita alla più recente “Grande Bellezza“, la città eterna è stata fonte di ispirazione per registi di livello internazionale. Vi sono alcuni esempi, inoltre, di realtà più piccole ma non meno importanti in termini di cineturismo. Gli effetti della febbre del turismo cinematografico e televisivo si sono fatti sentire anche in produzioni minori. Come non citare il caso di Vigata, l’immaginario paesino siciliano dove è ambientata la frenetica vita dell’ispettore Montalbano. E’stato registrato che le ricerche sul web del termine “Vigata” sono aumentate drasticamente fra il 2012 e 2013 tra i britannici, proprio perché in quegli anni la serie tv italiana ispirata ai romanzi di Camilleri è stata trasmessa nel Regno Unito. Casi consolidati poi quello di Matera dopo le riprese di The Passion di Mel Gibson ed il Castello di Agliè, location in cui si girò “Elisa di Rivombrosa” e che fino al 2003, anno in cui cominciò ad andare in onda la fiction, contava circa 10000 visitatori all’anno, ed arrivò a contarne negli anni successivi ben 92000.
Ancora una volta dunque, la passioni delle persone diventano strumento nelle mani degli esperti ed alimentano un settore economico, quello dei viaggi in questo caso. Il cinema giova al turismo tanto quanto qualunque altra strategia di marketing. Ogni singola località di fatti diventa monopolista di un’offerta turistica unica: l’occasione di rivivere la storia che ha appassionato toccando con mano i palazzi, le strade, le chiese o i boschi dove la sceneggiatura ha preso vita. Ecco perché sempre più luoghi investono sull’immaginario cinematografico, come sta facendo anche la città di Volterra, che offre ai visitatori un percorso guidato nella città allo scoperta dei luoghi della storia d’amore fra Edward e Bella dedicata ai fan della trilogia di Twilight. Anche la nostra città nel suo piccolo, ha avuto le sue occasioni in tema di cineturismo, diventando la scelta di registi coraggiosi. La fiction del 2007 “Era mio fratello” ad esempio, girata tra Reggio Calabria, Catona, Pentadattilo e Palmi, che racconta la lotta fra giustizia e la criminalità, con attori del calibro di Anna Valle, Massimo Ghini, Maurizio Aiello ed Enzo De Caro. Vi è poi un discreto numero di pellicole in cui il paesaggio calabrese fa per buona parte da padrone; e’ il caso di “Gente di mare”, la fiction RAI girata sulla costa tirrenica fra Tropea e Scilla.
Ed anche il film “Il giudice meschino”, a cui si riferiscono tutte le immagini a corredo dell’articolo, interpretato da Luca Zingaretti per la regia di Carlo Carlei e la produzione di Fulvio Lucisano, trasmesso in due puntate sulla Rai lo scorso anno. Le scene sono state girate per oltre un mese e mezzo nei palazzi del centro di Reggio ed in altri luoghi della provincia e lo stesso regista, Carlo Carlei, in conferenza stampa di presentazione del film confessò di essere rimasto particolarmente colpito da Reggio. Il cineturismo in Calabria è sicuramente ancora agli inizi, ed oggi rappresenta un’ eccezione più che la regola. In Italia, in generale, le capacità e gli strumenti per sfruttare i flussi turistici legati alla produzione cinematografica e televisiva sono ancora modesti. Ancora oggi, nel Belpaese, si tende a scegliere la location in base ad altri tipi di interessi e dunque sfugge la possibilità di sfruttare l’occasione come trampolino di promozione turistica. Solo i territorio meglio organizzati avranno la meglio. Dunque non basta la bellezza del luogo o il fascino delle emozioni suscitate nel telespettatore, tutto ciò deve essere accompagnato da una potenzialità nell’iniziativa e nelle capacità di chi sta dietro un comune. Forse la città di Reggio, nonostante offri locations affascinanti, potrebbe essere dunque per l’ennesima volta tagliata fuori da questo spiraglio di sviluppo a causa dalla lacuna che il nostro territorio si porta dietro: mancanza di iniziativa, di capacità, di apertura a nuove iniziative ed a settori economici innovativi, quale appunto è il cineturismo.

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