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Bagarre Lucana Film Commission: Chiamato in causa, Geo Coretti risponde a Leporace

Scoppia la polemica sull'operato dell'organizzazione. Da più parti giunge la richiesta di un confronto pubblico

GeoCorettiBASILICATA
Geo Coretti, chiamato in causa da Paride Leporace nella replica a Marco Moretti, risponde precisando alcune cose: "Ho sempre pensato che la Film Commission, voluta da noi operatori di categoria, avesse come esplicita finalità quella di promuovere aziende e maestranze locali e non che ,invece,si ponesse in concorrenza e antagonismo con le stesse. A riguardo cito la lista presentata all’esecutivo del film di Ben Hur, nella quale aziende titolate, tra cui Blu Video Srl e maestranze competenti, risultavano escluse in toto" Riportiamo l'intervento di Coretti dal suo profilo Facebook
La Fondazione Lucana Film Commission nasce con l’obiettivo di attrarre le produzioni audiovisive grazie alla competitività dei servizi, alla professionalità delle maestranze e all’abbattimento dei costi di trasferta : cast, troupe e location scouting del territorio. Premesso questo, chiamato in causa, colgo l’occasione per chiarire definitivamente la mia posizione. Per chi non ci conosce Blu Video Srl dal 2000 si occupa di produzioni cinematografiche sul territorio lucano e personalmente, dopo la laurea in lettere con indirizzo cinematografico, insegno linguaggio del cinema e della televisione da oltre un decennio, ho tenuto corsi come docente presso l’università della Basilicata, di Bari e di Cordoba in Spagna e sono uno dei soci fondatori Blu Video, sono regista di quattro lungometraggi, oltre ottanta cortometraggi e numerosi documentari. Ricopro, all’interno dell’azienda, il ruolo di direttore del dipartimento cinema e nello specifico mi occupo di : esecutivo, organizzazione, gestione casting e locations . Ho sempre pensato che la Film Commission, voluta da noi operatori di categoria, avesse come esplicita finalità quella di promuovere aziende e maestranze locali e non che ,invece,si ponesse in concorrenza e antagonismo con le stesse. A riguardo cito la lista presentata all’esecutivo del film di Ben Hur, nella quale aziende titolate, tra cui Blu Video Srl e maestranze competenti, risultavano escluse in toto. Pertanto parlare di benefici e agevolazioni da parte della Film Commission nei confronti della Blu Video Srl è falso. Per quanto concerne il film “Noi e la Giulia” il contatto con la produzione è stato diretto e non procurato dalla Film Commission. L’esecutivo del film ha chiesto il nostro aiuto (offerto in forma GRATUITA) in quanto, a detta loro, abbandonati dai precedenti interlocutori. Casuale è stato anche l’incontro con la produzione cinese che ha valutato (prima di assegnarmi il compito di esecutivo e location manager del set lucano) attentamente il curriculum, l’affidabilità e le competenze. In questa occasione ho dato la possibilità, agli stagisti di cui tu parli, di partecipare al film come collaboratori della Blu Video Srl. Ciò dimostra quanto sia importante e necessaria la presenza di aziende lucane per la formazione dei giovani operatori del settore. Ancora una volta casuale l’incontro con la produzione Magnolia di Sky per la trasmissione “Quattro ristoranti”, la quale ha richiesto, alla Blu Video Srl, un piccolo supporto tecnico, fornito ancora in forma GRATUITA. Voglio precisare che la forma gratuita, a volte, è un atto dovuto, per evitare brutte figure e tutelare l’immagine della categoria degli operatori cinematografici e televisivi del nostro territorio. La mia non è una critica personale a te Paride, (anche perché tu hai chiesto un mio intervento), ma è pur vero che quando l’argomento è il lavoro, gli incontri non devono nascere “per caso”, ma essere ufficializzati da protocolli d’intesa e liste, affinché a tutti venga data l’opportunità di essere tenuti in considerazione. Pertanto sorge necessario precisare che non è compito della Film Commission gestire l’assegnazione del lavoro, ma deve essere una prerogativa delle produzioni esecutive, sulla base della valutazione dei curriculum e delle proposte di preventivo. Ero tra i candidati come direttore della FLC e se oggi qualcuno mi vuole a capo della fondazione è perché conosce la mia dedizione, professionalità e preparazione nel settore. Sono, inoltre, tra i soci fondatori dell’Associazione Pasolini di Matera. Come da te citata, la mia frase “Basta Pasolini!” è stata decontestualizzata da un discorso ben più ampio e rappresentava una provocazione per stimolare una diversa consapevolezza e una presa di posizione, affinché le quotidiane energie venissero pilotate lungo un percorso di nuove opportunità di lavoro di cui la nostra terra ha grande necessità. Il cinema oggi rappresenta un’industria dalle enormi potenzialità e non semplice intrattenimento e “ mondanità”. Spero che questa querelle mediatica faccia da volano per un incontro pubblico, affinché si creino le sinergie giuste, si chiariscano le incomprensioni e soprattutto si pongano le basi per garantire alle future ospitate produzioni supporti validi e all’altezza dei compiti richiesti. "

Geo Coretti

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