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La Terra dei santi: il regista Fernando Muraca e il cast presentano il film

LaTerraDeiSantiEsiste anche da parte dello stato il dovere di fare un passo in più per cambiare il destino dei figli dei malavitosi? Bene che vada andranno in carcere, male che vada saranno ammazzati in un regolamento di conti. Da un provvedimento emesso dal tribunale dei minori nel 2008, nasce la storia de La terra dei santi. Il film è tratto dal libro di Monica Zapelli, già sceneggiatrice de I cento passi, che ha scritto il film insieme al regista Fernando Muraca. "Sono nato in Calabria, a Lamezia Terme. Mio padre aveva un'azienda che è stata distrutta dall’’ndrangheta, quindi ho provato queste esperienze sulla mia pelle", racconta il regista in conferenza stampa alla Casa del Cinema di Roma. "Un giorno mi chiamò Monica che aveva trovato una cosa interessante per iniziare a raccontare il punto di vista delle donne dei mafiosi, la responsabilità genitoriale che è il cuore della storia".

Valeria Solarino interpreta il magistrato che possiede una grande determinazione nel tentare di scardinare dall'interno il sistema mafioso calabrese. Per l'attrice, lo scoglio maggiore è stato "entrare nella testa di questa donna che si dedica al lavoro 24 ore su 24, infatti del personaggio non si vede nulla del sua vita privata. È un provvedimento estremo quello che fa il mio personaggio, togliere la patria potestà alle madri. Non per ricattarle, ma per mettere in salvo i loro figli". Una di queste madri è interpretata da Daniela Marra che difende quelle "giovani donne, giovani madre" spiegando che alcune di loro "vivono in un contesto dal quale non hanno la possibilità di uscire, hanno conosciuto soltanto il mondo in cui vivono e non hanno termini di paragone".

Un'altra madre, nonché mogli del boss latitante interpretato da Tommaso Ragno, è Lorenza Indovina. "Io ho iniziato la mia carriera con i film di mafia, conoscevo bene l'argomento", afferma l'attrice. "Ho affrontato il mio personaggio senza dare giudizi, perché nel suo mondo, con le sue regole, lei è nel giusto. In quel senso credo che il film abbia una forza enorme, ci mostra qualcosa di estremamente radicato. Non abbiamo raccontato donne, vestite di nero, con i baffi, assecondando stereotipi, sono donne totalmente inserite nel mondo contemporaneo".

"Non siamo stati voluti dalla Calabria", spiega Fernando Muraca parlando del travagliato periodo di pre-produzione del film. "Ci mancavano quegli 80, 90 mila euro che in un budget come il nostro erano vitali per poter iniziare. La Film Commission della Regione Puglia ha risposto a un bando al quale avevamo partecipato e lì abbiamo girato il nostro film, mentre dalla Calabria non c'è stata nessuna risposta". Nonostante in quell'anno, nel 2012, nessun film abbia ricevuto finanziamenti dalla Film Commission calabrese, secondo il regista "ci sono molti modi per sostenere una produzione cinematografica e noi non li abbiamo ricevuti".

La terra dei santi è una prima volta per molti. Esordiscono con quest'opera Muraca alla regia cinematografica, Kisesis Film alla produzione con il sostegno di Rai Cinema e la neonata e indipendente Asap Cinema Network per la distribuzione nelle sale. Con un coraggioso approccio (chiamare sala per sala per convincere i direttori della programmazione ad accettare il film), la Asap è riuscita ad accordarsi con venti esercenti. Dal 26 marzo sarà fondamentale per aiutare il cinema indipendente (di valore) trovare la sala che avrà in cartellone La terra dei santi e andare a vederlo.

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