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Dal Capranichetta al Forlanini: nei set del film di Moretti Roma è la città del cinema

Tra le location  di “Mia Madre” la stazione dei bus in piazza Mancini e la struttura abbandonata del poligrafico a Montesacro

set mia madreÈ sempre e ancora Roma, il centro gravitazionale attorno a cui ruota il cinema di Nanni Moretti e sebbene Mia madre sia un film molto intimo, di interni architettonici e psicologici, non mancano varie sequenze girate in giro per la città. Nel nuovo film, Moretti si è anche allontanato dalle sue più abituali peregrinazioni capitoline e divertito a rievocare immagini cinefile di un tempo che fu.

La sequenza realizzata all’esterno del cinema Capranichetta appartiene certamente ai suoi ricordi personali. Di passaggio a piazza Montecitorio, la protagonista della storia, la regista Margherita, interpretata da Margherita Buy, si imbatte in una ordinata e lunghissima fila di spettatori in attesa di entrare al cinema per vedere Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders. I manifesti del film, esposti nelle bacheche esterne del cinema, sono, infatti, ben visibili sullo schermo. Il cielo sopra Berlino uscì realmente al Capranichetta nel 1987, un’altra epoca cinematograficamente parlando, e restò in programmazione in esclusiva per mesi, trasformandosi in un autentico caso, cosicché la fila davanti alla sala, sebbene meno chilometrica di quanto appare in Mia madre, appartiene alla cronaca vera.

Altre riconoscibili location romane di Mia madre sono il capolinea degli autobus di piazza Mancini, dove la regista Margherita ha deciso di girare una importante sequenza del suo film, e la strada dove sbuca la scalinata di viale Glorioso che nel film Margherita e l’exmarito utilizzano per impartire le prime lezioni di guida del motorino alla figlia adolescente Livia. In altri casi, come accade spesso nel cinema, si bara un po’: c’è una scena dove Margherita, accompagnata dai suoi più stretti assistenti, compie un sopralluogo notturno nei pressi del ministero del lavoro. Alle spalle degli attori appare una imponente costruzione ministeriale, ma in realtà si tratta del dicastero delle infrastrutture di Porta Pia.

Non manca una puntata a Montesacro, nella struttura abbandonata del Politecnico di Stato di via Gottardo, dove sono state realizzate le scene della mensa aziendale e della terrazza dove i protagonisti si incontrano alla fine della lavorazione del film di Margherita. Mentre le sequenze della fabbrica sono state girate in realtà in due distinte strutture: una litografia sulla Tiburtina e una cartiera di Pomezia. Tutta la parte ospedaliera del film, che racconta il ricovero di Ada, l’anziana madre di Margherita e di suo fratello Giovanni, interpretato da Moretti, è stata invece girata al Forlanini. "Per l’occasione racconta la scenografa Paola Bizzarri, alla seconda collaborazione con Moretti dopo “Habemus papam” abbiamo utilizzato un padiglione dismesso dell’ospedale, una struttura degli anni ’30, che è stata completamente ristrutturata per adeguarla alla realtà dei nostri giorni e renderla credibile. Sono stati appositamente ricostruiti due reparti, sono stati rifatti i bagni, restaurati corridoi e pavimentazioni. Dal punto di vista scenografico, l’idea portante del film era quella di stabilire un contrasto fra la città con il suo caos e il tempo sospeso e immobile, fuori dal mondo dell’ospedale. Quando Margherita visita la madre in ospedale è come se entrasse in un limbo".

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