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Due pellicole valdostane protagoniste al Trento Film Festival

pointe-nini-pietrasanta-attacco 188629Oltre alle due pellicole, sostenute da Film Commission Vda, la nostra regione sarà presente anche con l'alpinista Hervé Barmasse nei panni di giurato. Tanti appuntamenti dedicati ai 150 anni delle prima scalata del Cervino.
La Valle d'Aosta sarà rappresentata al Trento Film Festival da Ninì” di Gigi Giustiniani e Raffaele Rezzonico e “Sui miei passi. Viaggio nell’altro Afghanistan” dell’alpinista e viaggiatrice Eloise Barbieri. La 63esima ediizone del Festival dedicato alla montagna è in programma tra Trento e Bolzano, dal 30 aprile al 10 maggio prossimi.
Oltre alle due pellicole, sostenute da Film Commission Vda, la nostra regione sarà presente anche con l'alpinista Hervé Barmasse nei panni di giurato per assegnare le prestigiose Genziane d'Oro e d'Argento del Concorso Internazionale.
Barmasse sarà inoltre protagonista di due appuntamenti: l'8 maggio (ore 21, Auditorium Santa Chiara) della serata con Reinhold Messner dal titolo “150-100-50-0- Storie di alpinisti fra il Cervino e la Guerra” e il 10 maggio (ore 21,Teatro Gries di Bolzano) con lo spettacolo “Hervé Barmasse racconta il suo Cervino”.
I riflettori sul Cervino, in occasione dei 150 anni delle prime due scalate, saranno accesi anche dalle mostre “Oltre il Cervino” di Hervé Barmasse e “Quintino Sella alpinista e la battaglia del Cervino" a cura di Pietro Crivellaro e Lodovico Sella.
In concorso ci sarà Ninì di Gigi Giustiniani e Raffaele Rezzonico che fa rivivere, esclusivamente attraverso la rielaborazione di straordinario materiale fotografico e diaristico, le scalate e la storia d'amore di Gabriele Boccalatte e Ninì Pietrasanta, una delle pochissime donne alpiniste degli anni Trenta.
Proiezione speciale, invece, per “Sui miei passi. Viaggio nell’altro Afghanistan” dell’alpinista e viaggiatrice Eloise Barbieri, racconto di due mesi trascorsi nella regione del Wakhan, in Afghanistan, insieme agli ultimi nomadi kirghizi. Eloise Barbieri ha vissuto nei loro accampamenti durante l’inverno, trovando una chiave d’accesso all’universo segreto delle donne e raccontando le paure e le speranze di un popolo ignorato dal mondo moderno.

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