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Tibur Tivoli Film Commission: intervista ad Alessandro Tapini

Di Alessandra Alfonsi

Prime attività, come la finale regionale "Una Ragazza per il cinema", e molte altre in programma per la nuova Tibur Tivoli Film Commission. Ne abbiamo parlato allora con uno dei membri: Alessandro Tapini, responsabile del reparto tecnico di Studios srl.

altCome nasce il progetto di costituire una Film Commission e perché ne hai voluto far parte?

La città di Tivoli e il comprensorio, che la circonda, sono un perfetto scenario per raccontare vicende di vita vissuta, momenti storici sia del periodo romano sia della storia contemporanea del nostro paese: già le ville ne sono un esempio e quindi l’amministrazione comunale, memore dell’esistenza delle Film Commission, ha preso in considerazione l’idea di mettere a disposizione il patrimonio culturale del territorio per la cinematografia italiana, rivalutandone così alcune aspetti e utilizzando le risorse di cui è ricca per farne un palcoscenico naturale. E’ stato bandito il progetto e abbiamo risposto con professionalità. Ne ho voluto far parte perché mi sono reso conto che questa risorsa non è stata mai valorizzata: in particolar modo in questo contesto storico-economico, bisogna avere coraggio per ricominciare.

Chi sono gli altri soci?

Fanno parte della Tibur Tivoli Film Commission, il Comune di Tivoli, dal 22 Luglio entrato nel Direttivo della Associazione dopo l’approvazione all’unaminità del Consiglio Comunale (cosa questa che ci fa ben sperare in una collaborazione al progetto di tutte le rappresentanze partitiche di “opposizione”). Come Presidente Onorario abbiamo Pietro Innocenzi, uno dei più grandi produttori cinematografici d’Italia con grandissimi riconoscimenti nazionali e non, tra i quali il Leone d'Oro e il David di Donatello, come Presidente l’elegantissimo Antonio Paris e come Direttore Generale, il Produttore televisivo, per antonomasia grandissimo uomo e leader, Giorgio Chessari, ex produttore Mediaset. Tra i soci tiburtini Manuel Terralavoro, docente e tutor del corso di suono del Centro Sperimentale di Roma, e Fabio Sperandio, attore di cinema e teatro in ascesa. Credo molto nella squadra creata perché, fin da subito, c’è stato un grande affiatamento. Vorrei anche citare il nostro Segretario Emanuele Chessari, un giovane con una grande voglia di fare. Il nostro intento è incoraggiare la cinematografia italiana e mondiale a investire su zone che, se prese in considerazione, possono offrire più di quanto si possa immaginare.

Qual è il tuo legame con il territorio tiburtino e il cinema?

Sono nato a Tivoli e ci vivo con la mia famiglia. Quando passeggio con la mia famiglia per le vie del centro storico, già mi sento protagonista di un film: un tiburtino che ama e apprezza l’arte regalata dai nostri avi che non deve essere dimenticata dai nostri figli. Tutto questo lo vivo e lo noto anche nel luogo dove lavoro da ormai quindici anni, cioè gli stabilimenti cinematografici e multimediali Studios (ex De Paolis). Non potrebbe esser altrimenti grazie ai molteplici film che si sono susseguiti di fama internazionale in tutti questi anni, nei teatri, piazzali e corridoi pieni di storia cinematografica da decenni.

Perché un Produttore dovrebbe scegliere Tivoli per girare un film?

I motivi potrebbero essere tanti e di diversa natura. Mettendomi nei panni di un cittadino medio che segue, per esempio, le fiction italiane e sapendo che una determinata vicenda viene girata nel mio Comune o in quello della mia città natale, sarei curioso di riconoscerne i luoghi, magari angoli vissuti da bambino o chissà addirittura casa mia. Portare sullo schermo della TV o nelle sale di un cinema le bellezze di una città, come Tivoli, conosciuta alla storia, ma sconosciuta alla quotidianità della gente, potrebbe rinsaldare l’appartenenza al nostro bel paese e riscoprire la fiducia. Dobbiamo tornare a vivere il cinema: dobbiamo vivere anche le nostre narrazioni e non solo. La TV è piena di film d’azione in stile americano, con tanta fantasia. Di storie narrate, di cui il cinema italiano è famoso, ce ne sono poche o si vedono solo in particolari ricorrenze, vedi per esempio le celebrazioni della Grande Guerra, c’è stata poca nuova produzione, eppure stiamo celebrando due eventi: Prima e Seconda Guerra Mondiale e ti sto parlando dal punto di vista storico. Ebbene, io credo che bisognerebbe sentire la gente, le storie di vita vissuta, drammatiche o meno, ma di casa nostra, di nostra produzione, della nostra cultura e tradizione. L’ambientazione è importante. I luoghi dove si girano i film sono la nostra identità. Da Tivoli, ad esempio, durante la Grande Guerra, partivano gli ordini telegrafici del Generale Diaz. Tivoli e la Valle dell’Aniene hanno storia, turismo e cultura cui attingere, basta dar sfogo alla creatività. Per combattere la crisi economica, dobbiamo avere il coraggio di cambiare e per cambiare dobbiamo usare la creatività.

Qual è, secondo te, la location di Tivoli più suggestiva?

Ce ne sono tantissime. Villa d’Este e Villa Adriana sono quelle che hanno avuto modo di entrare nel grande schermo, Villa Gregoriana, il Santuario di Ercole Vincitore possono suggerire magnifiche immagini, le vie del centro storico, la Rocca Pia con l’Anfiteatro di Bleso, il santuario di Quintiliolo, dove vi è un dipinto bellissimo che è stato oggetto di furto e di ricettazione e poi ritrovato dal Comandante della Stazione locale negli anni ottanta: quante storie possono nascere da questi luoghi. Anche nella valle dell’Aniene ci si imbatte in abbazie, castelli e monasteri di spiccata cultura storica e ci si può immergere nella natura incontaminata. Insomma non ci resta che fare cinema.

Fonte: cinemaitaliano.info

 

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