Italian English
  • Home
  • News
  • Notizie dall'Italia
  • Il film “Belli di papà” indigna Taranto, M5S: “Apulia Film Commission ha sbagliato a finanziarlo”

Warning: getimagesize(/web/htdocs/www.cineturismo.it/home/images/belli_di_papà.jpg): failed to open stream: No such file or directory in /web/htdocs/www.cineturismo.it/home/plugins/content/social2s/social2s.php on line 1660

Notizie dall'Italia

Il film “Belli di papà” indigna Taranto, M5S: “Apulia Film Commission ha sbagliato a finanziarlo”

I consiglieri regionali del M5S contro la scelta dell’Apulia Film Commission: “L’immagine diffusa dal film danneggia la città e indigna i suoi abitanti”

belli di papàFinanziare il film “Belli di Papà” sarebbe stato un “errore macroscopico” dell’Apulia Film Commission. Lo sostengono i Consiglieri regionali del M5S Gianluca Bozzetti, Marco Galante e Grazia Di Bari secondo i quali i film “ha recentemente suscitato diversi malumori nella cittadinanza tarantina”.
Il film “Belli di Papà”, di Guido Chiesa, racconta le peripezie di una famiglia lombarda: i tre figli cresciuti nella bambagia vengono spediti a Taranto dal padre (Diego Abatantuono) perché affrontino le difficoltà. Il centro storico della città è rappresentato in condizioni di degrado e di abbandono, manifestato come sempre dai rifiuti abbandonati un po’ in ogni angolo. I primi ad essersene lamentati sono stati infatti proprio i tarantini.
I grillini non mettono in discussione la qualità dell’opera cinematografica, né il contributo che l’Apulia Film Commission ha dato al rilancio dell’immagine della Regione Puglia. Ad essere contestato è infatti la natura della funzione della fondazione:
“In questo caso un ente che dovrebbe puntare a promuovere il nostro territorio, ha finanziato un film che porta ancora una volta all’esterno una rappresentazione di Taranto che non è di sicuro la migliore, anzi. Iniziamo pertanto a porci delle domande sulla reale funzionalità della Fondazione e crediamo sia doveroso aprire un tavolo di discussione per migliorarne alcuni aspetti”.
Lo sdegno dei tarantini è sottolineato da Marco Galante: “Bisogna dare atto alla produzione – dichiara il consigliere regionale tarantino Marco Galante – di essere riuscita ad ottenere, grazie a questa mancanza, l’ indignazione di molti cittadini. Cosa che in passato non era riuscita agli 8 decreti salva ILVA e non salva Taranto, emessi del Governo Renzi o ai dati impressionati sul tasso d’inquinamento con i relativi effetti sulla salute e sull’occupazione della provincia Jonica. Ci fa specie, soprattutto, l’indignazione di quelle associazioni di categoria che in questi anni hanno continuato a sostenere posizioni pro-ILVA. Se vogliamo ribaltare l’immagine di Taranto dobbiamo partire proprio da questa indignazione, affinché ci sia una riconversione economica e sociale dell’area tarantina”.
A chiarire la questione è il consigliere Bozzetti, vice presidente della Commissione regionale Cultura: “Chiariamo che il problema in questione non è dato di per sé dal film – evidenzia il consigliere – l’autonomia del regista in un’opera cinematografica, infatti, deve essere sempre tutelata, ed il film è un’opera davvero meritoria come fortunatamente confermato anche dagli incassi, tuttavia la Fondazione annovera tra la sua mission la possibilità di ‘attrarre in Puglia le produzioni audiovisive italiane ed estere al fine di promuovere e valorizzare il patrimonio artistico e ambientale, la memoria storica e le tradizioni delle comunità della Puglia, le risorse professionali e tecniche attive sul territorio regionale’, così come riportato dall’art. 3 del loro Statuto’, cosa non accaduta in questo caso”.
Secondo i pentastellati “l’Apulia Film Commission dovrebbe sponsorizzare quella Taranto diversa che cerca di rinascere dalle proprie ceneri e che ha ancora la capacità di affascinare il mondo. Una Taranto dalle bellezze culturali e paesaggistiche inestimabili”.
“Riteniamo a questo punto – proseguono – doveroso aprire un tavolo di discussione su come migliorare questo aspetto (il malumore della cittadinanza di Taranto non può rimanere inascoltato e deve aprire una riflessione in tal senso) e anche su altri aspetti della Fondazione, come ad esempio una revisione sulla nomina dei membri del consiglio di amministrazione, indirizzandosi verso una maggiore trasparenza, attraverso bandi pubblici regionali che valutino i candidati per titoli e competenze, come dovrebbe regolarmente essere vista anche la sua importanza e la centralità strategica in ambito di rilancio culturale regionale”.

Fonte: Ilrestodelgargano

Stampa

0
0
0
s2sdefault