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Annata record per film fiction e documentari: “business” da 10 milioni

Raddoppiate le produzioni curate dalla Film Commission. Coinvolte oltre 5mila comparse in 441 giornate di riprese

gghhjdi Gianpaolo Sarti. Numeri record per le produzioni cinematografiche in Friuli Venezia Giulia, ormai una sorta di Cinecittà. Film Commission, la realtà presieduta da Federico Poillucci che in regione assiste registi, attori, scenografie, location e comparse, chiude il 2015 con un totale di 45 pellicole tra cinema, fiction, documentari, cortometraggi e spot. È il doppio del 2014, per una spesa diretta sul territorio da parte delle società pari a 6 milioni di euro capaci di generare un giro d’affari stimato in oltre 10 milioni.
Performance mai ottenute dalla nascita dell’associazione, sorta nel 2000, né da quando la Regione – prima in Italia – ha attivato nel 2003 il “Film fund, il fondo necessario a incentivare le riprese in Fvg. La regione archivia così definitivamente la stagione buia del taglio ai finanziamenti e della soppressione stessa di Film Commission avvenuti nell’incredibile cortocircuito politico di qualche anno fa in piena giunta Tondo, tra il 2012 e 2013, in seguito all’affaire Bellocchio innescato dal film “La bella addormentata” ispirato alla vicenda Englaro.

I primi ciak già a gennaio, a Trieste, per le riprese di “Uno per tutti” di Mimmo Calopresti, con Giorgio Panariello e Isabella Ferrari. Il film uscirà nelle sale italiane dal 26 novembre. Nei mesi immediatamente successivi è Udine a ospitare “Un bacio” del regista e sceneggiatore Ivan Cotroneo, prodotto dalla Indigo Film. Società, questa, che ha già scelto la nostra terra per “La ragazza del lago” e “Il Ragazzo Invisibile”. Oltre un mese di set tra Udine e Cividale con la previsione di uscire in sala a marzo con un probabile passaggio al Festival di Berlino. Poi, ancora, “The Space Between” di Ruth Borgobello girato tra Udine e il Collio goriziano. Ecco quindi “Il Confine” di Carlo Carlei, fiction di punta della stagione entrante di Rai 1 (andrà in onda in marzo 2016), dedicata alla memoria del primo conflitto mondiale.
Ma non è finita qui: altre produzioni di lungometraggi si sono susseguite in estate e in autunno: per citarne un paio, “Monte” del maestro iraniano Amir Naderi (25 giorni di ripresa tra Erto e Casso e la Valcellina), già conteso dai “red carpet” di Cannes e Venezia e “Caffè” di Cristiano Bortone girato a Trieste. Non vanno dimenticate le 6 giornate di ripresa tra il capoluogo e l’aeroporto di Ronchi della fiction “Gomorra”, diretta da Claudio Cupellini e prodotta da Cattleya, che ha ambientato proprio qui alcune delle sequenze chiave della seconda serie in onda su Sky in primavera.
Il Fvg, insomma, è sempre più meta di attori e registi. Proprio in questi giorni si stanno ultimando i ciak a Trieste, nel rione di Ponziana, di “Babylon Sisters”, tratto dal romanzo “Amiche per la pelle” della scrittrice indiana Laila Wadia. A dicembre sarà la volta di Giulio Base che girerà per 15 giorni a Trieste alcune scene della sua nuova commedia “La Coppia dei Campioni”, interpretata da Massimo Boldi e Max Tortora. Ben 14, infine, i commercial che hanno scelto la regione come location per le campagne promozionali dei prodotti più svariati. Ultimo lo spot che ha ospitato in Porto Vecchio un testimonial d’eccezione, il ferrarista pluricampione del mondo Sebastian Vettel.
Tirando le somme, le produzioni hanno raggiunto un totale di 441 giornate di ripresa, per un totale di 300 maestranze e 5000 comparse. Considerando la spesa di 6 milioni di euro e lo stanziamento regionale di poco più di un milione, il settore vanta un ritorno di 6 a 1. «Ai vantaggi economici - dichiara Federico Poillucci, presidente di Film Commission - si aggiungono i vantaggi dal punto di vista del ritorno d’immagine, del marketing, della creazione d’immaginario e, non ultimo, del cineturismo». Il sindaco Roberto Cosolini sottoscrive: «L'attività di Film Commission si conferma come un motore per l'attrattività di Trieste. È una soddisfazione leggere questi risultati, per chi, come me, si è impegnato a difenderla quando scelte politiche sbagliate, in passato, l'avevano messa a rischio».

Fonte: IlPiccolo

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