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La sfida di vivere ad alta quota, film girato a Erto

Concluse le riprese di “Monte”, del regista iraniano Amir Naderi. Coinvolta la popolazione locale

regdsfdi Enri Lisetto. Si sono concluse l’ultima settimana di ottobre le riprese del film “Monte” del maestro iraniano Amir Naderi. La troupe ha lasciato Erto e Casso, dove è rimasta 25 giorni, dopo aver ambientato tra le due perle della Valle del Vajont il paese che farà da sfondo alle vicende del film prodotto dalla Citrullo International, in collaborazione con Film commission Fvg.

“Monte” è un film sulla sfida di vivere in alta quota. Il protagonista Agostino, nonostante tutto gli suggerisca di andarsene, decide che il destino della sua famiglia è lì, tra le vette, mentre tanti se ne stanno andando.

La sua non è solo caparbietà, ma la certezza che le nostre radici non possono tradirci e sostenuti dal nostro spirito possiamo portare il sole su ogni destino.

Ancora un progetto astratto e visionario per il regista iraniano trapiantato in America che fin dalla metà degli anni Ottanta incanta le platee dei festival internazionali con film indimenticabili come “Il corridore”, “Acqua, vento, sabbia”, la trilogia di Manhattan o “Cut”.

Ambientato in un passato remoto, il 1350 circa, il film ruota intorno all’imponenza della montagna, alla sua forza ancestrale. E’ lo sforzo delle nostre mani che può costruire qualcosa di eterno entrando in dialogo con quel luogo incantato.

Dopo una prima parte girata in Alto Adige, le riprese del film si sono spostate tra Erto e Casso, con il sostegno della locale amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza (una quarantina i figuranti impiegati), per concludersi prima ad Andreis e poi a Maniago. Molte le comparse friulane impiegate sul set dove spicca anche una nutrita compagine regionale di tecnici e maestranze.

Nel cast, come protagonisti, Andrea Sartoretti (“Romanzo criminale”) e Claudia Potenza (“Basilicata Coast to coast”).

Poco prima di iniziare le riprese in Alto Adige, Amir Naderi aveva commentato la scelta di ambientare il suo film nel Belpaese: «L’Italia - disse - con la sua cultura, la sua lunga storia e il suo background complesso, è uno dei paesi più interessanti al mondo. Sono convinto che più di qualsiasi altro paese abbia prodotto geni che hanno cambiato il corso della civiltà. Questa è la ragione per cui questa volta il mio nuovo film sarà girato qui. Se avete visto i miei precedenti lavori, saprete che spingo sempre i miei personaggi e le loro ossessioni al limite. I miei personaggi fanno qualcosa di impossibile, e cambiano le cose. Il mio personaggio principale Agostino è, infatti, un contadino che prova a fare qualcosa di impossibile e lo rende possibile. Sono i personaggi ad aver scelto me, così come la montagna, una location straordinaria che ci parla e interroga».

Il regista iraniano nel 2013, quand’era in giuria al Festival internazionale del film di Roma, fu tra i più accesi sostenitori del film del regista friulano Alberto Fasulo, Tir, protagonisti l’attore Branko Zavrsan e sua moglie Lucka Pockaj, che si aggiudicò il Marco Aurelio d’oro.

Fonte: MessaggeroVeneto

Si sono concluse l’ultima settimana di ottobre le riprese del film “Monte” del maestro iraniano Amir Naderi. La troupe ha lasciato Erto e Casso, dove è rimasta 25 giorni, dopo aver ambientato tra le due perle della Valle del Vajont il paese che farà da sfondo alle vicende del film prodotto dalla Citrullo International, in collaborazione con Film commission Fvg.

“Monte” è un film sulla sfida di vivere in alta quota. Il protagonista Agostino, nonostante tutto gli suggerisca di andarsene, decide che il destino della sua famiglia è lì, tra le vette, mentre tanti se ne stanno andando.

La sua non è solo caparbietà, ma la certezza che le nostre radici non possono tradirci e sostenuti dal nostro spirito possiamo portare il sole su ogni destino.

Ancora un progetto astratto e visionario per il regista iraniano trapiantato in America che fin dalla metà degli anni Ottanta incanta le platee dei festival internazionali con film indimenticabili come “Il corridore”, “Acqua, vento, sabbia”, la trilogia di Manhattan o “Cut”.

Ambientato in un passato remoto, il 1350 circa, il film ruota intorno all’imponenza della montagna, alla sua forza ancestrale. E’ lo sforzo delle nostre mani che può costruire qualcosa di eterno entrando in dialogo con quel luogo incantato.

Dopo una prima parte girata in Alto Adige, le riprese del film si sono spostate tra Erto e Casso, con il sostegno della locale amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza (una quarantina i figuranti impiegati), per concludersi prima ad Andreis e poi a Maniago. Molte le comparse friulane impiegate sul set dove spicca anche una nutrita compagine regionale di tecnici e maestranze.

Nel cast, come protagonisti, Andrea Sartoretti (“Romanzo criminale”) e Claudia Potenza (“Basilicata Coast to coast”).

Poco prima di iniziare le riprese in Alto Adige, Amir Naderi aveva commentato la scelta di ambientare il suo film nel Belpaese: «L’Italia - disse - con la sua cultura, la sua lunga storia e il suo background complesso, è uno dei paesi più interessanti al mondo. Sono convinto che più di qualsiasi altro paese abbia prodotto geni che hanno cambiato il corso della civiltà. Questa è la ragione per cui questa volta il mio nuovo film sarà girato qui. Se avete visto i miei precedenti lavori, saprete che spingo sempre i miei personaggi e le loro ossessioni al limite. I miei personaggi fanno qualcosa di impossibile, e cambiano le cose. Il mio personaggio principale Agostino è, infatti, un contadino che prova a fare qualcosa di impossibile e lo rende possibile. Sono i personaggi ad aver scelto me, così come la montagna, una location straordinaria che ci parla e interroga».

Il regista iraniano nel

2013, quand’era in giuria al Festival internazionale del film di Roma, fu tra i più accesi sostenitori del film del regista friulano Alberto Fasulo, Tir, protagonisti l’attore Branko Zavrsan e sua moglie Lucka Pockaj, che si aggiudicò il Marco Aurelio d’oro.

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