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This must be the place

(ANSA) - ROMA - Uscira' in 300 copie dal 14 ottobre This must be the place, il nuovo film di Paolo Sorrentino con Sean Penn protagonista passato al festival di Cannes. Scritto da Sorrentino con Umberto Contarello, prodotto da Indigo Film, Lucky Red e Medusa, il film punta agli Oscar. ''Avra' un'uscita tecnica a dicembre per l'eleggibilita' agli Oscar - dice all'ANSA uno dei produttori Andrea Occhipinti - l'accordo con Weinstein per la distribuzione Usa e' recente, si sta discutendo il budget per la campagna''.

''Non capita tutti i giorni di investire 28 milioni di dollari per un film, anche se il mestiere del produttore e' molto cambiato. Intanto devi reperire i fondi in ogni parte del mondo, poi pensare anche ai diritti, pensate ad un film come quello di Sorrentino con musiche di David Byrne e non solo''. Lo ha dichiarato Nicola Giuliano co-produttore del film. ''E' la legge della domanda e dell'offerta - ha spiegato Giuliano -, le case discografiche possono chiedere qualsiasi cifra per una canzone, da 2 mila a 100 mila euro. Sean Penn viaggia in giro per l'America e le location, da Dublino agli Usa, sono state tante, ma quando credi in un film, in una sceneggiature, in un regista, in un progetto vai sempre avanti sperando sempre nella risposta del pubblico che premia il duro lavoro di realizzazione di un grande film''

La storia: Cheyenne, la rockstar in declino interpretata da Sean Penn inizia un viaggio alla ricerca di un criminale nazista che in passato aveva tormentato suo padre durante la prigionia di quest'ultimo. Sorrentino su questo punto tiene a sottolineare che This must be the place non è un film sulla tragedia degli ebrei. “Sarebbe presuntuoso definirlo un film sull’olocausto”, afferma deciso. E sulla trama generale aggiunge: “Penso che ci siano molteplici momenti di interesse: il personaggio di Sean Penn, l’assenza di rapporto tra padre e figlio. E poi c’era l’idea di raccontare la musica. Ci sono più elementi che abbiamo cercato di far convivere”.

This must be the placeNonostante l'internazionalità di questo road movie Sorrentino non manifesta alcuna perplessità sulla nazionalità del film: “L’abbiamo fatto noi: i produttori, gli sceneggiatori, la regia, sono tutti italiani. E’ questo che conta”. Tuttavia, nonostante la bella (e faticosa esperienza) di girare in location così suggestive, il regista non nasconde che il Belpaese rimane la sua principale fonte di ispirazione. “La realtà italiana è sempre foriera di novità e rappresenta un serbatoio ricco per raccontare. Il cinema italiano, proprio per la natura delle cose, è destinato a diventare molto più importante di quanto sia adesso”. 

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