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Taranto unico centro in Italia per le riprese cinematografiche subacquee

taranto subÈ questo l’ambizioso progetto che vuole rilanciare la città sotto ogni punto di vista: imprenditoriale, culturale e turistico. Un progetto partito con Ezio Ricci e ripreso e portato avanti dal consigliere regionale Gianni Liviano nel suo periodo di assessore regionale all’Industria turistica e culturale.
Progetto presentato in conferenza stampa da Maurizio Sciarra, presidente di Apulia Film Commission, e dallo stesso Gianni Liviano.
“Apulia Film Commission - ha spiegato Sciarra - ha individuato la seconda fase della sua azione, quella di far sì che l’audiovisivo diventasse realtà di questa Regione. In dieci anni di attività e di progettazione ha realizzato un impatto sul territorio di 100 milioni di euro facendo di Apulia Film Commission un punto di riferimento importante e che ci spinge a creare quelle infrastrutture che ancora oggi in Puglia mancano”.
E la realizzazione di una sala di riprese cinematografiche subacquee si inquadra in questo obiettivo facendo di Taranto e della Puglia l’unico avamposto in Italia se si pensa che una struttura simile è presente solo nella vicina isola di Malta.
“La nostra idea - ha proseguito Sciarra - è quella di strutturare un servizio soprattutto alle grandi produzioni internazionali per cui diventa necessario che Taranto sia in grado di offrire anche strutture ricettive all’altezza. Questo vuol dire dare impulso ad un indotto più allargato, a sistemi di mobilità che permettano spostamenti veloci”.
Alla stato dell’arte è pronto uno studio di fattibilità che sta incrociando varie esperienze simili “per mettere in piedi - ha detto il presidente di Afc - un progetto credibile sulla sua realizzabilità e sostenibile nel futuro perché non vogliamo creare cattedrali nel deserto. Ci sarà un bando internazionale in modo che soggetti abituati a fare teatri di posa possano anche gestire la struttura. Alla fine dello studio di fattibilità saremo in grado anche di individuare i costi dell’operazione. Su questo tipo di progettualità contiamo di utilizzare fondi europei dedicati all’industralità”.
Per la zona da individuare c’è il Demanio che sta proponendo alcune sedi e che entreranno nello studio di fattibilità.
“Stiamo ragionando su una serie di attrattori culturali come strumento di occasione economica e come affrancamento dalla monocultura industriale”, ha aggiunto il consigliere regionale Gianni Liviano. “Taranto deve essere una città che passa da città sul mare a città di mare - ha aggiunto Liviano -. Questo progetto, e i temi ad esso collegati, ben si inserisce nella intelaiatura della costruenda legge per Taranto. Gli elementi connaturati all’idea del mare sono quelli che dovranno scandire il futuro di questa nostra comunità. Dobbiamo - conclude il consigliere regionale tarantino - essere costruttori di fiducia e di speranza; dobbiamo emanciparci dalla tristezza e dagli slogan che caratterizzano questo territorio; dobbiamo essere costruttori di bellezza e la bellezza non può non partire dalle bellezze che ci sono nella nostra città: da una recuperata identità e dalla straordinarietà del suo mare che dovremmo cominciare a sfruttare meglio”. Insomma, Taranto “non più una one company town. Ricostruire una prospettiva di successo per Taranto è tanto più fronte di valore strategico per la regione Puglia che questione di rilievo nazionale ed internazionale. Sostenere l’accelerazione di processi di riposizionamento economico e produttivo, sociale e culturale della città di Taranto, in assenza di elementi portanti che hanno costituito il prodromo del successo di tante città internazionali nel cambiamento (Bilbao, Helsinki, Liverpool) è un obiettivo ineludibile per l’equilibrio dello sviluppo dell’intera regione”.

 

 

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