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A Settembre si torna a girare a Civita

A settembre si torna a girare a Civita. Nel cast del film anche un Premio Oscar
Top secret, la trama. Top secret, ancora per un po', il nome. Eppure a quattro mesi dai sopralluoghi, c'è l'ufficialità. Subito dopo l'estate, orientativamente già a settembre, Civita di Bagnoregio tornerà a fare da set per le riprese di un film con attori internazionali interamente girato nel borgo dell'Alto Lazio. Ad annunciarlo venerdì 22 giugno, il produttore Fulvio Lucisano, ospite della seconda edizione "Civita Cinema" per raccontare al pubblico la sua straordinaria carriera.

"Ci auguriamo di realizzare un film importante – ha detto – che possa contribuire alla promozione di questo luogo, dove è già stato fatto un ottimo lavoro. Avevo un ricordo di un paese cadente, oggi invece è una realtà incredibile, dove viene il mondo. Non sveliamo troppo ma siamo alle prese, proprio in queste settimane, con la scelta del cast. Faremo di tutto per avere almeno un vincitore del Premio Oscar". A dirigere la pellicola, sarà il regista Francesco Cinquemani.

Divenuto autore, sceneggiatore e regista dopo una lunga carriera da giornalista e direttore di giornali. Entusiasti, i direttori artistici del festival Vaniel Maestosi e Glauco Almonte. "Per noi – hanno sottolineato – è bellissimo quanto sta accadendo oggi. Ci auguriamo di far conoscere il territorio di Bagnoregio a sempre più attori, produttori, registi perché siamo convinti che ci sono enormi possibilità. Il senso della nostra presenza a Bagnoregio è anche questo"."Stiamo lavorando con impegno – le parole del sindaco Francesco Bigiotti – perché vogliamo costruire seriamente una film location che sappia valorizzare l'intera Tuscia, partendo da Viterbo che ne è il capoluogo". E se le note della Movie Dream Band hanno reso omaggio alla grande musica di Quentin Tarantino, la quarta giornata del festival aperta da Mattia Marcucci, che ha presentato il progetto "Game Series", è stata chiusa da Alessandro Genovesi.

Oltre a raccontare il mestiere del regista – all'attività di fotografo di moda che sognava l'avventura dei reportage ha preferito la carriera di sceneggiatore di teatro, spaziando dall'opera alla lirica, senza disdegnare la recitazione (tra cameo e comparsate, è presente in tutti i lungometraggi di Alice Rohrwacher) – quest'ultimo ha parlato del suo legame con Civita di Bagnoregio, che conosce solo da un paio d'anni ma ha ambientato qui il suo ultimo fortunato lavoro "Puoi baciare lo sposo", proiettato per l'occasione.

"Tra sopralluoghi e girato – ha spiegato – l'estate scorsa siamo stati in Tuscia un mese e mezzo. Le difficoltà, logistiche e non, facendo questo mestiere ci sono. In un'ora e mezza circa, va concentrata una storia credibile, va creato un mondo. C'è un'intera troupe che lavora per catturare il momento di una luce". Forte, l'emozione nel riattraversare a piedi il ponte sospeso come "obbligo per accedere alla bellezza". Il viaggio come percorso ancora più della meta.

"All'inizio, il film era stato scritto pensando a un paesino della Calabria, poi è stato spostato in Sicilia e nel Nord Italia, quindi nella Valle dei Calanchi. La sua gestazione è durata quasi tre anni. Ci ha messo un po' ad arrivare in fondo. Forse per la delicatezza e l'attualità del tema affrontato, quello delle unioni civili. Non è un segreto che le porte della chiesa di Civita di Bagnoregio siano rimaste chiuse. Ora, però, sarà distribuito in Germania, Spagna, Canada, USA, Corea del Sud. Oltre ai protagonisti, scelti con dei provini, sono state reclutate tante comparse locali. Probabilmente è il mio film più riuscito, sicuramente una pellicola piena di grazia".

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