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Film commission, Como e Lecco a due velocità

Un unico lago, ma due strategie diverse. Come promuovere al meglio il Lario come set per Hollywood, dato che può essere anche un volano turistico? La megaproduzione di Netflix Murder Mystery, sulle rive comasche del Lario ancora fino al 24 agosto, dimostra a quali livelli di eccellenza si può ambire, con un indotto per il territorio calcolato attorno ai 5 milioni di euro.
Como però, nonostante i tentativi negli anni passati, non ha una propria "Film commission" a cui possa fare riferimento una casa di produzione per trovare agevolazioni tecniche ed economiche sul territorio, mentre il Lecchese ne ha una strutturata da otto anni, referente diretto della Film Commission Lombardia.
Palazzo Cernezzi a dire il vero, come recita il sito Internet del Comune, ha una struttura, è l'Ufficio comunicazione che «dà direttamente supporto alle produzioni per le procedure amministrative, l'individuazione dei possibili set, l'occupazione di suolo, la logistica legata alla mobilità, i contatti con i soggetti potenzialmente coinvolti (strutture ricettive, esercenti)».
Nella città manzoniana opera invece il Film Commission Team che «nasce con l'intento di essere il punto di riferimento per promuovere risorse umane e territoriali nella produzione di film, serie tv, documentari o spot pubblicitari, nonché valorizzare il turismo cinematografico e le iniziative locali e nazionali legate al mondo del cinema, dello spettacolo e della cultura audiovisiva».
«Fin dall'inizio avremmo fortemente voluto una film commission lariana, cioè unica per Lecchese e Comasco – dice Paolo Cagnotto, direttore e responsabile per il lecchese del Film Commission Team – Ma non abbiamo mai trovato le condizioni per dialogare fino in fondo. Speriamo che la riunificazione delle due Camere di Commercio di Como e Lecco porti frutti in questo senso. Noi tra l'altro siamo molto orientati a dare spazio ai giovani, coltivando talenti locali che mettiamo a disposizione di chi vuole fare cinema. In autunno porteremo a Las Vegas alla casa della cultura italiana alcuni giovani filmaker lecchesi. Ma l'acqua che scorre nel nostro lago è sempre la stessa, è difficile spiegare a un produttore che spesso c'è di mezzo un confine, ad esempio che guardando a Bellagio dalla sponda di Lecco occorre fermarsi a Oliveto, perché poi inizia la provincia comasca. Sono confini che dal punto di vista del cinema fanno un po' sorridere. Il brand è unico, ridicolo dividersi. Certo, le maggiori produzioni sono appannaggio di Como: il brand del lago significa Laglio, George Clooney, e poi gli eventi di moda come la presenza di Gianni Versace un tempo e quest'anno la quattro giorni di Dolce & Gabbana tengono banco. Ma a Lecco possiamo fornire otto anni di esperienza e professionalità, siamo tutti volontari e non lo facciamo certo per i soldi, ma per passione cinematografica. Auspichiamo una maggiore sinergia tra Como e Lecco, quindi».

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