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Veneto film commission, il cinema è qui

Finalmente anche il Veneto ha la sua film commission, la fondazione di partecipazione regionale che promuove il territorio come set ideale. Partendo da Venezia, che però non ha bisogno di presentazioni e promozione ed è già stata scelta dai più grandi registi internazionali (da Woody Allen a Steven Spielberg), e puntando ad attrarre le produzioni cinematografiche in tutta la regione, generando indotto. Si aspettava da tempo, ora c’è. Nel cda, presentato nei giorni scorsi, c'è anche Giulia Lavarone, docente di Cinema e turismo all’Università di Padova. Con lei, il giornalista Luigi Bacialli (presidente), la responsabile di Rai movie Cecilia Valmarana, l'autore e consulente editoriale Giacomo Brunoro e l'imprenditore Vittorio Dalle Ore. “Nella composizione del cda ho l'onere di rappresentare il mondo della ricerca - spiega Lavarone, intervistata dal Bo Live -. Il mio apporto dovrebbe tradursi nel condividere e valorizzare le acquisizioni degli studi nazionali e internazionali in questo ambito, prodotti all'interno delle università e non solo. Ovviamente farò tesoro delle esperienze del nostro gruppo di ricerca al dipartimento dei Beni culturali, di cui vorrei ricordare almeno i colleghi Farah Polato, Nicola Orio e Stefan Marchioro”.
Che cos'è la Veneto film commission? Quali vantaggi porterà al territorio?
Per un territorio ospitare produzioni audiovisive è vantaggioso su più livelli, che riguardano ad esempio la spesa effettuata dalle produzioni in loco, le opportunità occupazionali e formative per i professionisti locali, i possibili vantaggi in termini di visibilità turistica. La film commission rappresenta l'interfaccia fra territorio e produzioni, ed è deputata a svolgere un fondamentale ruolo attrattivo. Idealmente, potrebbe diventare nel tempo una sorta di aggregatore per i soggetti che operano intorno al cinema, arrivando anche a svolgere un ruolo di promozione della cultura cinematografica. Al momento, però, il cda della fondazione si è appena insediato... Il primo passo cruciale sarà l'individuazione di un direttore che sappia tradurre efficacemente in termini operativi le finalità di questo ente.
Da quanti anni si aspettava una film commission in Veneto? Di film in regione se ne girano e se ne sono girati molti, perché ci abbiamo messo così tanto?
Ti posso solo dire che la prima film commission in Italia è nata nel 1997 in Emilia-Romagna. Qui in Veneto ha fatto seguito dopo qualche anno la nascita di un ufficio regionale, che ha svolto essenzialmente funzioni di coordinamento di numerose realtà provinciali e comunali, ma che difficilmente si poteva definire una film commission a pieno titolo. Da meno di una decina d'anni la regione si era dotata di un fondo per l'audiovisivo, ma di importo molto limitato rispetto ad altre realtà. Da quest'anno la disponibilità è decisamente mutata, grazie a un intelligente utilizzo di fondi europei. Nonostante il ritardo accumulato, credo che finalmente le istituzioni abbiano compreso le potenzialità del binomio cinema-territorio, anche sulla scorta dei successi di altre regioni.
Altre regioni, da anni, possono contare su film commission solide, quali sono le più virtuose da prendere come modello?
Premesso che ogni contesto territoriale ha le sue specificità, e non è detto che quello che va bene in altre regioni funzioni qui, i modelli di eccellenza sono molti, dalla Puglia al Piemonte e al Friuli. Di volta in volta, sui singoli temi, sarà importante capire quali possano essere considerati i benchmark più adeguati.
Quali sono le caratteristiche che rendono cinematograficamente appetibile questa nostra regione? Perché il Veneto può essere il set ideale?
Certamente la varietà dei suoi paesaggi e la ricchezza del suo patrimonio storico-artistico, ma anche la presenza di preparati professionisti: alcuni sono affermati, altri sono giovani ma capaci, e sarebbe importante poter investire sulla loro formazione.
Infine, mi piacerebbe sapere a quale (o quali) film girati in Veneto sei particolarmente affezionata e perché.
Sono molto legata al cinema di Mazzacurati, che amo e su cui ho lavorato a lungo. Ma ricordo con emozione speciale i capolavori girati sul Delta del Po negli anni Quaranta e Cinquanta, su tutti i film di Visconti e Antonioni. E poi, particolarmente importante nel mio percorso personale di studiosa e spettatrice, l'ultimo episodio di Paisà di Rossellini. Per anni ho guardato e riguardato questo film insieme agli studenti americani a cui insegnavo Storia del cinema italiano presso la sede di Boston University qui a Padova: come accade sempre con i classici, non solo ad ogni proiezione scoprivo nuovi dettagli ma soprattutto l'emozione, anziché attenuarsi, continuava inspiegabilmente ad aumentare. Il nostro territorio è detentore di uno straordinario patrimonio di memorie cinematografiche: speriamo di trovare il modo di valorizzarle sempre più.

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