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PUGLIA DA OSCAR

pugliaoscar1Non solo ritorno di immagine e turismo: il cinema nel tacco d’Italia sta diventando una vera e propria industria che punta a generare una parte di Pil regionale

Dal 1923 al 2006 in Puglia sono stati girati 114 film. Dal 2007 al 2016 le produzioni sono state 411. Questo risultato va ascritto soprattutto all’Apulia Film Commission (AFP), autorità pubblica indipendente finanziata dagli enti locali, in particolare dalla Regione, per attrarre produzioni cinematografiche e audiovisive, nata proprio nel 2007. L’AFC può contare su un piccolo esercito di lavoratori – oltre 2.200 tra professionisti e consulenti – e contribuisce a una media di 50 produzioni l’anno tra film, serie tv, documentari e spot. Nei primi dieci anni di attività di Apulia Film Commission, il settore audiovisivo ha avuto ricadute sul territorio pugliese per oltre 46 milioni di euro (che sommati all’indotto raggiungono quota 90) a fronte di un investimento di 11 milioni erogati tramite il finanziamento di oltre 260 produzioni. Negli ultimi tre anni, con i bandi di finanziamento “film fund”, per ogni euro pubblico erogato ne sono tornati indietro 2,8. Apulia Film Fund 2017, ad esempio, ha stanziato fondi per 4,8 milioni di euro a 52 progetti finanziati (su 77 domande arrivate) mettendo così in moto un giro d’affari di circa 50 milioni, di cui ben 13 rimasti in Puglia. Ed è pugliese più della metà dei 2.500 lavoratori impiegati in meno di un anno, tra registi, troupe, operatori, attori e comparse, truccatori, manager, tecnici, per un totale di 794 giornate di lavorazione in Puglia. Il bando 2018/2020 è già operativo con una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro, di cui due già stanziati. Il numero di domande continua ad aumentare: ne sono già arrivate 64 e sono già partite produzioni da 13 milioni di euro (di cui quasi 4 restano in Puglia).

 Tutti pazzi per la Puglia

Da Netflix che con le riprese di Six underground (regia di Michael Bay) per settimane ha scombussolato la vita di Taranto con sparatorie, voli radenti di elicotteri e auto che saltavano in aria, alle produzioni cinesi sbarcate a Polignano a Mare, passando attraverso le riprese di Warner Bros, tra Gargano, Salento e Valle d’Itria, in Puglia è tutto un fiorire di ciak. Solo nel 2017 ci sono stati 40 set in Puglia, tra film, fiction e programmi come Masterchef, 4 ristoranti e Borghi d’Italia. A gennaio 2019 è andato in onda sulla Rai Liberi di scegliere, girato in tre settimane a ottobre del 2017 tra Bari, Casamassima e Conversano con un contributo di circa 200mila euro da parte di Apulia Film Fund. A gennaio 2019 è uscito nelle sale L’agenzia dei Bugiardi di Volfango De Biasi, con Massimo Ghini, Carla Signoris e Paolo Calabresi. È stato girato a giugno 2018 per sei settimane tra Lecce, Santa Maria di Leuca, Salve, Acaya, Cavallino e Galatina. In media, la spesa di lavorazione di una troupe cinematografica è di circa 10mila euro al giorno.

Fase due

Nata nel 2007, l’AFP è ora proiettata in una nuova fase. «La Puglia potrebbe anche passare di moda – spiega il direttore Antonio Parente – ma nel frattempo noi non abbiamo lavorato solo sulle location. Abbiamo anche posto le basi per far crescere le produzioni locali mettendole in contatto con i grossi player internazionali. È un’industria già matura, che lavora con alta professionalità. I prossimi passi? Formazione e interventi infrastrutturali su post-produzione e doppiaggio possono completare la filiera. Chiudere il cerchio genera ricchezza, lavoro e Pil. Importanti istituzioni nazionali stanno per impiantare in Puglia sedi formative di alto livello». I benefici toccano direttamente anche alberghi e ristoranti delle location scelte, ma l’effetto è più ampio, grazie al ritorno d’immagine culturale e turistico che tocca tutta la Puglia. «Nella prima fase ci siamo concentrati sull’attirare in Puglia le grandi produzioni internazionali, e possiamo dire di esserci riusciti se perfino un regista come Michael Bay ha scelto Taranto per girare alcune scene di una produzione milionaria targata Netflix. Abbiamo ospitato per la prima volta una produzione brasiliana di Rede Globo, network campione di incassi con un format per ragazzi. Abbiamo girato in più di 180 comuni, veicolato e raccontato i diversi aspetti della regione. La Puglia infatti non è solo trulli, muretti a secco e mare, ma anche i monti dauni, la provincia di Taranto... Ora siamo nella rete delle produzioni internazionali, presenti anche al festival di Berlino. E investiamo nuovi fondi per sviluppare incubatori di progetti unici che parlino della Puglia, senza limitarsi a usarla come location. Lo scopo è vincolare al territorio l’intera filiera».

Uno sguardo sul mondo

Oltre alle grandi major internazionali, con Apulia Film Commission hanno lavorato i grandi produttori nazionali, come Leone Film Group – la casa produttrice fondata da Sergio Leone e quotata in Borsa dal 2014 – Cattleya, Palomar, Rai Cinema. «Favoriamo le relazioni tra la nostra industria e il circuito multinazionale dei blockbuster – aggiunge il direttore Parente – che stanno acquisendo quote delle nostre storiche società di produzione. Vuol dire che l’Italia continua a insegnare al mondo a fare cinema e, in questo, anche la Puglia sta dando il suo contributo».E se fino a quarant’anni fa il cinema era solo Roma e Cinecittà, oggi nelle produzioni si parla anche pugliese. «Spingiamo sulla formazione – aggiunge Parente –. Le maestranze devono essere competitive a tutti i livelli e posso dire con orgoglio che ci sono molti pugliesi chiamati a lavorare a progetti anche fuori. I finanziamenti regionali, poi, aiutano a far crescere il settore. Il 75% del netto in busta paga di un lavoratore pugliese impiegato nelle produzioni audiovisive è rimborsato dai progetti di film fund. Così, a parità di competitività, sono anche convenienti». Apulia Film Commission si occupa anche di tre importanti festival cinematografici (Bifest, Festival del Cinema Europeo e Festa del Cinema del Reale), della mediateca regionale e di tre cineporti: Bari, Lecce e Foggia.

Fonte: Borsa Italiana

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