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Se girate film in Emilia-Romagna, la Regione ci mette un milione l'anno

Una "Fondo Film" da un milione di euro all'anno dai fondi europei. E' l'ultima iniziativa della Regione per promuovere il territorio, utilizzando una strada già percorsa con successo da altre regioni

EmiliaRomagnaFCLogoUna “Fondo Film” da un milione di euro all'anno dai fondi europei. E' l'ultima iniziativa della Regione per promuovere il territorio, utilizzando una strada già percorsa con successo da altre regioni nel recente passato. Il percorso avviato intende far leva sui fondi europei 2014-2020 e ipotizza di costituire un fondo pubblico regionale di 6 milioni di euro, uno per ogni anno di qui al 2020.

Cinema e audiovisivo costituiscono un’importante attività industriale, oltre che trasmettere un inestimabile valore culturale: l’identità dell’Emilia-Romagna e la sua conoscenza all’estero sono strettamente legati alle rappresentazioni diffuse dalle opere di Fellini, Antonioni, Bertolucci, e altri autori. Il Film Fund sarà orientato a valorizzare questo territorio, sostenendo le imprese e l’occupazione in Emilia-Romagna: verranno stabilite quote minime per le maestranze e per le location, e la gestione del Fondo avverrà con un rafforzamento della Film Commission, assorbendo le strutture attualmente attive nel Comune di Bologna.

Fondi dedicati allo sviluppo della cinematografia e dell’audiovisivo sono già presenti nella maggioranza delle Regioni italiane. Si terrà conto delle loro esperienze per recuperare un ritardo che appare tanto più negativo alla luce dei dati ricavati nel 2013 da Ervet sull’industria creativa in Emilia-Romagna. Dati che indicano la presenza di circa 33mila imprese (il 72% di natura individuale), con 78mila lavoratori e una quota intorno al 5% del Pil regionale. Quello dell’industria creativa e dello spettacolo è forse l’unico settore che nel corso della crisi ha visto una seppur minima crescita del numero degli occupati.

Con una nuova consapevolezza, la Regione rende per la prima volta esplicito che l’industria creativa e culturale deve divenire un asset fondamentale per il futuro produttivo di questo territorio. In una fase in cui era e resta difficile aumentare la spesa regionale sulla cultura, si è scelto di costituire cabine di regia inter-assessorili, con il progressivo coinvolgimento, accanto alla Cultura, delle Attività produttive, della Formazione professionale e del Turismo. Un esempio concreto di questa collaborazione è nei bandi 2013 per la digitalizzazione delle sale cinematografiche, con un investimento complessivo di 4 milioni di euro (contributi fino al 50% della spesa).

È stata esclusa la strada di un Fondo misto, con capitali pubblici e privati, perché il privato può disporre di vantaggi fiscali che altrimenti perderebbe. Ma è forte l’auspicio affinché il Fondo pubblico e il Fondo privato – se ne discute domani, giovedì, in un convegno all’Auditorium di viale Aldo Moro 18, a Bologna – possano condividere gli orientamenti strategici e trovare sedi di confronto.

Nel dibattito in commissione sono intervenuti i consiglieri Thomas Casadei (Pd), Giovanni Favia (Misto), Franco Grillini (Misto) e Giuseppe Pagani (Pd). È stata posta l’attenzione sul bisogno di impegnare la Formazione professionale affinché vengano formate figure professionali all’altezza della domanda; sulla strategia di coltivare una nuova generazione di cineasti, a partire da cortometraggi, animazione e documentari; sulla necessità di offrire servizi per favorire l’internazionalizzazione dei prodotti; sulle opportunità di sviluppo turistico legate alla produzione cinematografica.

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