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Tour operator sui luoghi del film di Sorrentino


Da Villa Giulia al Gianicolo, i tour operator (stranieri) sulle tracce dei protagonisti
Oltre 200 euro per una visita. Gli abitanti del palazzo con vista sul Colosseo pensano di mettere una targa. E da ieri il film torna nelle sale

Cannes-2013-La-grande-bellezza-5-motivi-per-vederlo h partbROMA - I più lesti sono stati gli stranieri. Già dalle settimane seguite all’anteprima a Cannes de La grande bellezza si sono inventati tour riservati a turisti più interessati al ruolo di protagonisti che di spettatori del film di Sorrentino che, uscito a mani vuote dal festival, ha poi fatto incetta di premi. Efa, Golden Globes, Bafta, fino all’Oscar che non tornava in Italia dal 1999, dall’epoca di Roberto Benigni e del suo La vita è bella. Ultimamente in rete accanto a quelle in inglese («Rome: Private Movie Tour. The Great Beauty», «The location tour») si trovano anche offerte in italiano: «Tour alla scoperta dei luoghi della Grande Bellezza». In comune, il costo non esattamente abbordabile: oltre 200 euro e oltre per una visita di 5 ore con accompagnatore, trasferimenti in auto, biglietti di ingresso a Palazzo Altemps, palazzo Braschi, Villa Giulia.

In alcuni casi è previsto anche il pranzo, in una trattoria tipica, s’intende. Non compreso nel prezzo. Il costo scende per gruppi numerosi, fino a 24 persone: 50 euro a testa, trasferimenti, volendo, anche in risciò. Benvenuti in un’indotto sorprendente, certo, per lo stesso Sorrentino e il suo sceneggiatore Umberto Contarello.Alcune tappe per i novelli Jep Gambardella (il giornalista protagonista del film interpretato da Toni Servillo) sono obbligatorie. Il Giardino degli Aranci e la Villa del Priorato in piazza Cavalieri di Malta dove è ambientata la scena in cui Stefano (Giorgio Pasotti) conduce Gambardella e Ramona (Sabrina Ferilli).

La Fontana dell’Acqua Paola al Gianicolo, uno dei punti più spettacolari e panoramici della città, cuore della sequenza iniziale con il coro di donne e il turista giapponese che perde i sensi di fronte a tanta magnificenza. E poi il Parco degli Acquedotti che fa da sfondo alla performance di Anita Kavros, l’artista Talia Concept che Servillo deve intervistare. E, poi, il Tempietto san Pietro in Montorio del Bramante (il luogo dove Jep incontra la bambina che si nasconde dalla madre). Quindi le Terme di Caracalla, location di una delle scene insieme più felliniane e realistiche: l’incontro tra il protagonista e un prestigiatore che cerca di far sparire una giraffa.

Mentre l’amico Romano (Carlo Verdone) gli comunica la sua scelta di abbandonare tutto quel circo e tornarsene in provincia. E, poi, Palazzo Barberini, Piazza Navona, Villa Medici, il Tevere, il Colosseo. Gli abitanti del palazzo con l’ormai celebre terrazza di Jep e delle sue feste ad alto tasso cafonal, con vista sull’Anfiteatro Flavio stanno valutando se apporre una targa commemorativa. È la grande bellezza capitolina, immutata nei flussi delle riscoperte e delle dimenticanze. Il grande merito di Sorrentino è di averla resa inedita, anche se da sempre sotto gli occhi tutti. Innanzitutto i romani, ciclicamente impermeabili a tanta magnificenza. Nella speranza che negli stranieri e soprattutto negli taliani si risvegli anche la curiosità per il film. Oggi, per dire, è in programmazione in nove sale cittadine. Buona visione.

(Fonte: Corriere della sera)

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