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Ermanno Olmi nel Vicentino per il suo nuovo film

Finite le riprese sull'Altopiano di Asiago, il 14 Marzo scorso visita ai set e conferenza stampa.

"TORNERANNO I PRATI" è il titolo definitivo del film di Ermanno Olmi, il cui titolo provvisorio era "15-18 L'Italia in Guerra". Nel cast Claudio Santamaria, Andrea Di Maria, Alessandro Sperduti e Francesco Formichetti.

TornerannoIPrati

di Enny Mazzella
Il film sarà ecologico in quanto realizzato applicando il protocollo EDISON GREEN MOVIE e sarà realizzato con il contributo della Regione Veneto attraverso il Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo e con il sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di Missione per la Commemorazione del Centenario della Prima Guerra Mondiale 

"Il film di Ermanno Olmi "Torneranno i prati" sul primo conflitto mondiale sarà il miglior contributo offerto in occasione del Centenario non solo all'Altopiano di Asiago, ma alla intera montagna vicentina e anche a tutta la provincia berica considerata teatro di guerra dal 1915 al 1918" ha dichiarato Vladimiro Riva direttore di Vicenza Film Commission

Siamo sul fronte Nord-Est, dopo gli ultimi sanguinosi scontri del 1917 sugli Altipiani. Nel film il racconto si svolge nel tempo di una sola notte. "La pace della montagna diventa un luogo dove si muore: tutto ciò che si narra in questo film è realmente accaduto - dichiara l'83enne regista Eermanno Olmi - e poiché il passato appartiene alla memoria, ciascuno lo può evocare secondo il proprio sentimento".

Otto settimane di riprese, due trincee ricostruite a Val Formica e Val Giardini, tre milioni e 200mila euro di budget, Banca Popolare di Vicenza, Edison, Nonino distillatori e Vicenza Film Commission nel pacchetto produttivo, "il miglior modo di celebrare il centenario – dice Olmi – è capire perché è successo: noi oggi siamo a una vigilia che rischia di assomigliare molto a quella della Prima Guerra Mondiale con conseguenze devastanti: la celebrazione deve essere ‘voglio capire perché', perché la guerra non succeda un'altra volta". E per questo motivo Olmi non ha voluto affidarsi ai romanzi scritti dagli storici, che inevitabilmente hanno metabolizzato gli avvenimenti, ma ha preferito riferirsi alle verità trovate negli scritti anonimi.

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