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Film e fiction nell’Astigiano, nuova frontiera del turismo

Spaghetti a mezzanotte DI VALENTINA FASSIO

Sono passati più di 30 anni da «Spaghetti a mezzanotte», il primo film girato in città. Era il 1981 e il regista Sergio Martino scelse Asti per girare la celebre commedia nera con Lino Banfi e Barbara Bouchet.
L’estate scorsa è stato l’astigiano Lucio Pellegrini a portare in città un nuovo set, questa volta per il corto «Veruska» con Giorgio Faletti. In mezzo fiction e altri film. Ci sono state «Violetta» con Vittoria Puccini e con scene al Teatro Alfieri, la serie tv «Il bene e il male» con Bianca Guaccero e Gianmarco Tognazzi con riprese in centro città e nella Banca Crat, le scene girate alla stazione di Asti da Marco Tullio Giordana per «Romanzo di una strage» (con Pierfrancesco Favino) e le ambientazioni a Rocchetta Tanaro del film «Zoè» di Giuseppe Varlotta.
E ancora, più recenti, le location in provincia come la Cor-Tubi di Valfenera per «Questo nostro amore» (con Neri Marcorè e Anna Valle) e la Tenuta Tamburin di Castelnuovo Don Bosco per «Aspirante vedovo» con Luciana Littizzetto. Se è vero che Asti e l’Astigiano sono già stati scelti da registi e non solo astigiani, è altrettanto vero che il territorio potrebbe puntare ancor più sul cinema. Una strada di promozione su cui investe Asti Turismo – Atl: per coinvolgere istituzioni e aziende in progetti che vedano l’Astigiano al centro di produzioni cine-televisive, l’Atl ha organizzato l’incontro con Film Commission Piemonte e Fip (Film Investiment Piemonte), il braccio finanziario che si occupa di attrarre produzioni cinematografiche e televisive. L’incontro si è svolto nella sede della Fondazione Crat. Non a caso si è parlato anche di tax credit esterno, ovvero le opportunità di marketing legate al mondo del cinema e della tv. E di territorio e ciak si tornerà a parlare in altri incontri, con il coinvolgimento di aziende che potrebbero essere interessate a legare il proprio marchio a produzioni che abbiano come cornice l’Astigiano. «Cinema e fiction sono un’ottima vetrina – ha detto Maria Teresa Armosino, presidente Atl – molti territori sono diventati famosi grazie a pellicole di successo. Alla ricaduta turistica si aggiunge l’immediato ritorno economico dall’ospitalità di troupe e protagonisti, senza dimenticare tutto l’indotto».

Fonte: LaStampa.it

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