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Film Commission sarda, che pasticcio Registi e operatori sul piede di guerra

ImageServerSASSARI. Oggi alle 18 verrà inaugurata la nuova sede della Fondazione Film Commission in via Malta 63 a Cagliari. Una presentazione fatta quasi in sordina visto che la notizia è stata data ufficialmente solo nel tardo pomeriggio di ieri. Il critico cinematografico Sergio Naitza in un articolo apparso ieri mattina sulle pagine de "L'Unione Sarda" faceva notare infatti come: "Ad oggi (ieri ndr) gli organi di stampa non risultano ancora informati". Avvisati in ritardo anche gli operatori del settore come registi, produttori, direttori di produzione. In particolare l'associazione Moviementu - che raccoglie circa 200 professionisti del settore audiovisivo sardo - ha rimarcato per voce del suo presidente, il regista Marco Antonio Pani, il paradosso di questa situazione: «È l'ultimo strappo - spiega al telefono con SassariNotizie - che può spiegarsi in due modi: o è l'ennesima dimostrazione di disorganizzazione della Film Commission, oppure hanno ritardato volutamente il più possibile la notizia. Forse avevano paura che la nostra presenza potesse creare problemi visto che all'inaugurazione prenderanno parte il presidente della Regione Francesco Pigliaru e il segretario dell'Anica Silvio Maselli».

Da mesi, infatti, tra gli operatori del cinema sardo e la Film Commission c'è un lungo e acceso dibattito sulla natura stessa dell'ente regionale che deve promuovere le produzioni cinematografiche nell'isola. Uno scontro dialettico che nelle settimane scorse si è concretizzato in una serie di domande specifiche inviate all'assessorato regionale alla Cultura e allo Spettacolo che toccavano vari punti cruciali: dal database dei professionisti non ancora consultabile, alla gestione dei bandi europei, dalla necessità di maggiore trasparenza, alla contabilità. «Cosa andiamo ad offrire ai produttori - si chiede ancora il presidente di Moviementu - se in Sardegna continuiamo ad essere completamente disorganizzati, se la Film Commission è incapace di pubblicare sul proprio sito istituzionale persino il bando per l'assunzione del nuovo direttore della stessa Film Commission? Senza contare poi la mancanza di notizie esaurienti di quando e come verranno utilizzati i fondi del 2014, di quando e come verranno liquidati i progetti del 2013, di chi gestirà i nuovi bandi».

Le domande sino ad ora non hanno avuto risposte circonstanziate, ma solo indirette attraverso una lettera inviata all'Unione Sarda dal presidente della Film Commission, il regista Antonello Grimaldi, e poi in una intervista pubblicata oggi su "La Nuova Sardegna". L'autore di "Caos calmo" parla di sfide vinte nonostante le difficoltà, concretizzate da un bilancio previsionale portato a 4,6 milioni di euro, dalla creazione di un fondo ospitalità, sostegni a 14 festival e rassegne, produzione di 9 documentari, 6 film di interesse regionale, distribuzione di 7 film. Uno scenario positivo che però cozza con quello messo nero su bianco dall'associazione Moviementu che, non solo non lesina critiche alla gestione stessa della Film Commission, ma fa emergere un quadro incerto in cui a mancare sono la chiarezza di intenti e la comunicazione. Lo "strappo" del mancato invito sarebbe insomma la classica punta di un iceberg che nasconde problemi ancora sul tavolo di discussione. «Ci si dimentica, forse, che la Film Commission nasce prima di tutto per gli operatori, per il territorio e la gente della Sardegna - così si legge in una nota mandata ai giornali da Moviementu - Ancora una volta non vengono tenute in considerazione le istanze dei lavoratori del settore che hanno sostenuto proprio il presidente e la direttrice della Film Commission (Nevina Satta ndr.) quando si credeva che i problemi fossero causati unicamente da mancanza di denari e personale. Viene svilito il lavoro svolto da Moviementu, che con la sua azione ha contribuito quest'anno a fare in modo che ci fossero in bilancio 1 milione e 900mila euro per la "legge cinema", e un milione per il funzionamento della Film Commission (fino all'anno scorso finanziata con cifre ben inferiori). Noi desideriamo - sottolinea ancora Pani nel documento - poter avere un futuro diverso dal presente autoreferenziale, sordo e confuso interpretato dalla presidenza e dalla direzione della Film Commission Sardegna fino ad oggi».

A dicembre, poco prima delle elezioni regionali - come si legge sempre nella lettera di Moviementu - Grimaldi aveva annunciato l'organizzazione degli "stati generali del cinema" che si sarebbero dovuti concretizzare proprio con l'inaugurazione della nuova sede della Film Commission. Un tavolo di lavoro tra operatori del settore nel quale si sarebbe dovuto discutere del rilancio del comparto attraverso la ridefinizione della legge regionale sul cinema e l'organizzazione stessa della Film Commission, in maniera tale da renderla una struttura capace di fare industria ed economia per la Sardegna, dando così concrete possibilità di lavoro per le centinaia di maestranze della settima arte. Un incontro che adesso, visto quanto successo in queste ultime ore, si fa sempre più urgente. L'auspicio è che possano partecipare realmente tutti gli esponenti del cinema sardo, nessuno escluso.

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