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Un'altra Film commission

main 606644 bracco presidente consiglio regionale 4816Domanda secca: un'altra Umbria film commission è possibile? «Non sono mai sintetico nelle risposte» risponde l'assessore regionale al turismo, Fabrizio Bracco. Ma per stavolta sembra poter fare un'eccezione: «Sì». Bisogna però articolare un ragionamento che parte, ad esempio, dal successo ottenuto da Alice Rohrwacher al Festival Internazionale del Cinema di Cannes. L'opera seconda della regista orvietana Le Meraviglie (nel cast la sorella Alba e Monica Bellucci) è stata realizzata con il sostegno del Fondo cinema della Regione Toscana e la collaborazione di Toscana Film Commission. Nessuna traccia dell'Umbria, che pure ha nel suo "palmares" una scia lunghissima di film - più o meno celebri - che l'hanno eletta a palcoscenico naturale, e che inoltre offre "riparo" ad attori, registi, sceneggiatori di fama nazionale ed internazionale. Fino a qualche tempo fa una Umbria film commission c'era. «Ma per le risicate disponibilità economiche - spiega Bracco - svolgeva essenzialmente funzioni di tipo logistico». Per capire, nel 2009, l'agenzia regionale che avrebbe dovuto sostenere lo sviluppo del cinema e la promozione del cuore verde d'Italia sul grande e sul piccolo schermo, aveva a bilancio fondi per circa centomila euro. Risorse che da sole bastano a spiegare l'impatto decisamente "esile" che la sua azione poteva avere. La Film commission (i cui ultimi interventi si legano a pellicole come Lezioni di cioccolato e Una famiglia perfetta, girato a Todi) è poi finita sotto la responsabilità dell'Agenzia regionale per il turismo ed ora il dossier Ufc è nelle mani di Sviluppumbria, che ha il compito di riorganizzarla. Cercando di darle però anche un'anima nuova. «Credo che anzitutto le sue funzioni non debbano più avere soltanto una valenza turistica, ma anche un peso sulle attività produttive». Per questo l'assessore Bracco auspica di poter intercettare «risorse complementari», trasformando l'Agenzia in un "collettore" di progetti europei. Si vorrebbe dunque scommettere non solo su «bandi europei che già esistono per le attività creative - spiega l'assessore - ma anche sulla prossima programmazione comunitaria» che possa convogliare nelle casse della "nuova" Film commission risorse importanti ed utili non solo a funzioni di tipo logistico. Per provare insomma a risalire su un treno che non è soltanto finzione scenica ma che, una volta spente le luci della sala, continui a "tirare" la ripresa economica dell'Umbria.

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