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Il giovane regista sardo orgoglio nazionale al festival di Locarno

11032013101528Si intitola Perfidia e porta la firma di Bonifacio Angius, regista sardo classe 1982, l’unico film italiano in concorso alla 67esima edizione del Festival del Film di Locarno, in programma dal 6 al 16 agosto nel comune svizzero.

Bonifacio, specializzato alla New York Film Academy e al Centro studi cinematografici della Catalogna, che si era già fatto notare con Sa Grascia (in selezione all'Ischia Film Festival 2012), il suo primo lungometraggio interamente autoprodotto, porta a Locarno una storia di periferia ambientata a Sassari, un racconto universale che narra di un conflitto tra padre e figlio.

Prodotto dalla Movie Factory di Roma e dalla Monello Film di Sassari, sostenuto dalla Regione Sardegna attraverso la Film Commission, e con il supporto dell’Unione Cineasti Indipendenti, il film ha un cast e uno staff di produzione in gran parte locale.

Perfidia dovrà confrontarsi con altre pellicole prodotte anche dalle maggiori case, ma la sola selezione nel concorso internazionale del prestigioso festival, conferma la vivacità del panorama cinematografico sardo, che si esprime nelle opere di capaci registi di nuova generazione.

A scommettere sul cinema prodotto nell’isola ci sono molte realtà composte da registi indipendenti, associazioni, festival, reti culturali che negli ultimi anni, con i loro progetti, hanno fatto sì che si potesse raccontare un microsistema ambientale, culturale e linguistico cosi peculiare. Per citare alcuni lavori, Su Re di Giovanni Columbu, Bellas Mariposas di Salvatore Mereu, Capo e Croce di Marco Antonio Pani e Paolo Carboni e L’arbitro di Paolo Zucca, tutti film che hanno ricevuto riconoscimenti importanti e partecipato ai maggiori festival europei e internazionali. Accabadora produzione di Enrico Pau, attualmente in corso di realizzazione, che vede per la prima volta la compartecipazione finanziaria diretta della Fondazione Banco di Sardegna, rappresenta un altro progetto in corso d’opera che contribuisce a proseguire su questo percorso. Treulababbu di Simone Contu un’altra tappa dello stesso.

Anche alcune istituzioni, stimolate da questo attivismo, danno infine segnali di apertura rispetto alle potenzialità di sviluppo che la filiera cinematografica potrebbe regalare all’isola. E’ infatti di poche settimane fa la notizia del protocollo d’intesa firmato fra il Comune di Cagliari e la Film Commission Sardegna, preceduto da quello sottoscritto dal Comune di Sassari.

Un ruolo chiave per razionalizzare la gestione dei fondi pubblici ed elaborare politiche di sviluppo nel settore, è da attribuire a Moviementu-Rete Cinema Sardegna, la rete che raccoglie circa duecento professionisti e che con la sua attività alimenta, tiene viva e promuove l’idea di un’industria del cinema capace di innescare meccanismi virtuosi a vantaggio di tutto il territorio. Con la sua azione ha contribuito a incrementare le risorse in bilancio sulla legge cinema e ad ottenere il potenziamento di quelle destinate al funzionamento della Film Commission.

Ora, occorre puntare a massimizzare le energie per far sì che quella che oggi qualcuno definisce la “primavera del cinema sardo”, possa davvero fiorire. Nel frattempo attendiamo di veder crescere il seme di Perfidia a Locarno.

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