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Punti d’incontro per partnership con la Gran Bretagna

venezia 71 anica incontra regno unitodi Paolo Sinopoli - Importante collaborare per consolidare il rapporto tra i due paesi. Ecco quanto emerso dal convegno ‘Anica incontra il Regno Unito’ al Venice Film Market
Al convegno ‘Anica incontra il Regno Unito’, tenutosi oggi al Venice Film Market, si è discusso a lungo sulle opportunità che l’Italia e il Regno Unito forniscono per creare legami fondamentali per l’avvio di coproduzioni tra i due paesi. Un’operazione non semplice, evidenziata anche da Carlo Cresto-Dina, amministratore delegato di Tempesta Film: “Produciamo pochi film che hanno un potenziale per il mercato inglese e la maggior parte di questi sono arthouse”. A segnalare le problematiche principali nell’instaurare rapporti tra i due paesi è il produttore del recente Walking On Sunshine, James Richardson di Vertigo Films: “Purtroppo nel Regno Unito gli spettatori guardano solo film in lingua inglese. Non per niente il francese Quasi amici non ha avuto il successo sperato. Un altro problema riguarda quello della liquidità finanziaria messa a disposizione dal paese ospitante. Nel Regno Unito viene, infatti, anticipato il tax credit grazie al supporto di una banca. In Italia, invece, manca questo strumento e si è costretti a possedere fin da subito la liquidità necessaria durante le riprese. Inoltre le tasse sul territorio italiano sono molto alte, specialmente se si vuole portare le maestranze dal proprio paese”. Per Nevina Satta, vicepresidente di Italian Film Commissions, “l’associazione delle film commission vuole offrire un servizio specializzato che possa colmare il gap che serve all’industria italiana. Italian Film Commission offre anche l’apporto di un personale specializzato, dà istruzioni alle amministrazioni e alle istituzioni per ridurre i tempi burocratici e lavora per creare collaborazioni durature tra l’Italia e altri paesi”. Conclude Francesco Alò, giornalista de Il Messaggero e moderatore del convegno: “È necessario un dialogo tra talent/registi /produttori italiani e il Regno Unito, specialmente educando le nuove generazioni, per entrare in contatto con un paese e una cultura diversa dalla nostra e scoprirne i punti di incontro”.

Fonte: e-duesse

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