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Ecco il film su Biagio Conte Presentazione al Festival di Roma

“Biagio”, l’ultimo lavoro del regista siciliano Pasquale Scimeca, porta sul grande schermo la storia del missionario laico palermitano che nel maggio del 1990 decise di spogliarsi di ogni bene.

biagioPALERMO - È stato presentato al Festival Internazionale del Film di Roma - nella sezione Cinema D’Oggi – “Biagio”, l’ultimo lavoro cinematografico di Pasquale Scimeca, regista siciliano che sceglie di portare sul grande schermo la storia di Biagio Conte, missionario laico palermitano che nel maggio del 1990 decide di lasciare la sua casa e la sua famiglia per intraprendere un cammino volto alla ricerca della verità entrando in diretto contatto con la natura e con tutto quello che essa stessa gli offre senza chiedergli nulla in cambio. Biagio - credibilmente interpretato da Marcello Mazzarella - in questo lungo viaggio che lo porta a raggiungere a piedi la Basilica di San Francesco in Assisi, in compagnia del fedele cane Libero, non ha soldi, non ha cibo, non ha vestiti nuovi che profumano di lavanda: Biagio ha solo l’instancabile voglia di ritrovarsi, di scavare nel profondo della sua stessa anima fino a trovarvi la luce.I campi lunghi nell’entroterra siculo sono la scenografia naturale del lungometraggio che, grazie alla fotografia di Duccio Cimatti, diventano quadri che ben si alternano con i primi piani del protagonista in cui le rughe che solcano il suo volto sono la traduzione fisica della fatica, del sacrificio. La macchina da presa segue costantemente le impronte del missionario e si ferma solo quando riconosce la pura sincerità nei lunghi silenzi di Fra Biagio, gli stessi che trasformano la solitudine in armonia con se stesso.Biagio, spogliatosi di ogni bene, si rivede nei visi e nelle storie degli ultimi: li cura, li lava, li chiama “fratelli”, gli offre il calore di una preghiera tra le mura fredde e fatiscenti della Stazione Centrale di Palermo e ottiene, dopo qualche anno, degna dimora per tutti loro nei locali di via Archirafi, all’interno dei quali fonda nel 1993 la “Missione di Speranza e Carità” che accoglie oggi circa centocinquanta persone. L’opera filmica – prodotta da Linda Di Dio e Arbash, con il contributo del MIBAC e il sostegno di Regione Sicilia, Sicilia Film Commission – nonostante tratti la vera storia di un uomo ancor oggi poco conosciuto soprattutto tra i giovanissimi, oltre a essere limpida testimonianza dell’operato di Fra Biagio, è una chiara denuncia di una società dedita al consumismo che “riconosce l’unico Dio nel denaro”. Storie come questa sono preziose soprattutto in un periodo storico in cui scelte simili non verrebbero comprese da una popolazione troppo impegnata ad apparire. Pasquale Scimeca racconta in maniera intima e seducente, riuscendo a superare la soglia del misticismo e del luogo comune, catapultando lo spettatore nella vita di Biagio Conte: un uomo in carne e ossa come tutti gli altri che ha trovato la sua pace dandosi agli altri e per gli altri; un uomo che “prima aveva tutto e non era mai contento, ora non ha niente ed è sereno”.

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