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Prima a Trieste per il film Salvatores

IlRagazzoInvisibile(ANSA) - TRIESTE, 7 NOV - L'anteprima nazionale del 9 dicembre a Trieste, città dove è ambientato il film, svelerà agli spettatori "Il ragazzo invisibile", la nuova pellicola di Gabriele Salvatores.L'annuncio è stato dato oggi nel capoluogo giuliano nel corso di un incontro organizzato dalla Friuli Venezia Giulia Film Commission, alla presenza della presidente della Regione, Debora Serracchiani.

A poco più di un mese dall’uscita nelle sale italiane prevista per il 18 dicembre del film di Gabriele Salvatores, l’incontro organizzato da FVG Film Commission dal titolo “Sulle tracce del ragazzo invisibile” è stato l’occasione per far conoscere alcuni aspetti di una produzione cinematografica che spesso si tende a sottovalutare, ovvero l’impatto economico 

che un set genera sul territorio che ospita le riprese. Tutto questo prima che l’attenzione si sposti sul valore artistico del film e sui dati del botteghino.

RagazzoInvisibile1«Le riprese del film di Gabriele Salvatores, che in Friuli aveva già girato nel 2008 “Come Dio comanda”, sono durate 12 settimane, tra settembre e dicembre dello scorso anno – ha spiegato Federico Poillucci (nella foto con la presidente della Regione Serracchiani) -. L’idea di ambientare le avventure de “Il ragazzo invisibile” a Trieste è frutto proprio di una visita che il regista fece in quei giorni del 2008 in Porto Vecchio, accompagnato dalla Film Commission, descrivendo al termine della passeggiata la location come “un grande tesoro d’immagini”. Definizione rivelatasi azzeccata se proprio in Porto Vecchio Salvatores ha trovato cinque anni dopo una delle location cardine del film, quasi un personaggio della storia: il pontone Ursus».

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«Il film ha quindi una genesi lunga e già in fase di scrittura ha un rapporto strettissimo con Trieste – ha precisato il presidente di FVG Film Commission -. Affascinato dalla città che già conosceva e conquistato dall’enorme gru, il regista ha voluto che la sceneggiatura originaria fosse modificata, riscritta sui luoghi reali. I sopralluoghi sono una fase della lavorazione del film tanto importante quanto misconosciuta, ci vogliono mesi di lavoro per arrivare a definire ogni ambientazione, ma è in questa fase che una produzione inizia a spendere in città. L’analisi dell’impatto economico del film sul territorio è partita proprio da quei giorni, quantificando le spese dei sopralluoghi della regia, degli sceneggiatori, della scenografia e degli addetti agli effetti speciali».

Il dettaglio dei costi sostenuti dalla produzione dal 16 settembre al 7 dicembre, date d’inizio e fine riprese, è stato quindi analizzato, voce per voce, preceduto dalla premessa che non tutte le produzioni che Film Commission assiste hanno un budget di quasi 9 milioni di euro come “Il ragazzo invisibile”. «Una spesa diretta di queste dimensioni avviene solo con i progetti a medio ed alto budget, ma è innegabile come una sola di queste produzioni l’anno sia capace di coprire l’intera dotazione del fondo, comprensiva delle spese per le attività di Film Commission» ha sottolineato Poillucci.

RagazzoInvisibileSalvatoresOltre alle spese di sopralluoghi e preparazione sostenute prima delle riprese (118 mila euro), durante l’incontro sono state elencati tutti i numeri della spesa diretta sostenuta in loco per l’acquisizione di fattori produttivi locali.
L’importo maggiore è costituito dalle spese per il personale locale: 22 professionisti locali si sono aggiunti ai 46 della troupe romana (ben oltre il 20% imposto dal regolamento del film fund) , per una spesa di oltre 388.000 euro (comprensiva di oneri sociali), a cui si aggiungono altri 141.000 euro pagati ai fornitori locali per le spese vive di costumi, scenografia e reparti tecnici. Altro dato che salta subito all’occhio è quello riferito al numero totale di pernottamenti alberghieri, più di 4.300, per una spesa – suddivisa sulle varie strutture che hanno ospitato cast e troupe – di oltre 226.000 euro. Altro capitolo sostanzioso quello del casting per attori e comparse che arriva a oltre 170.000 euro: 25 i ruoli affidati ad attori del FVG e 1156 le presenze delle comparse.

A queste cifre si aggiungono i 114.000 euro di costo d’affitto per le diverse location utilizzate per le riprese e la spesa di 60.000 euro per il catering. Senza dimenticare che le diarie della troupe romana in trasferta vengono spese principalmente nei negozi e ristoranti cittadini. Fatture alla mano, il dato finale è di oltre 1 milione e 400 mila euro, decisamente un bell’affare per la città.

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"Difficile trovare imprese che riescano a fare questi numeri sul territorio." A dirlo è il presidente della Regione Debora Serracchiani che, scorrendo i dati diffusi da Fvg Film Commission e Indigo Film, ha evidenziato anche come rivesta un significato estremamente importante «il passaggio della fotografia fisica della città, che implica un ritorno straordinario che difficilmente riusciamo ad ottenere in altri settori». Nell'incontro, Serracchiani ha anche confermato la volontà da parte della Regione di continuare a sostenere il contributo erogato dell'"ex Film Fund" e insieme il ruolo chiave di Film Commission. «Si tratta – ha detto - di un volano di economia, di occupazione, di un fare impresa che qualifica la regione ed è per questo motivo che intendiamo portare avanti questo sostegno e questa rete che stiamo mettendo insieme anche nei prossimi anni».

RagazzoInvisibile3Non a caso già dopo la visione del trailer presentato a Lucca Comics Serracchiani ha pensato come sfruttarlo. «Già credo – ha detto –, guardandolo, di poter usare il trailer per sottoporre a qualche privato la sistemazione e la messa in sicurezza dell'Ursus». Parlando di Ursus il sindaco Cosolini ci scherza su. «Volevano buttarlo in Ferriera – commenta - e ora lo ritroviamo protagonista di un film. Il fenomeno di Trieste come location di film e spot pubblicitari è una tra le componenti più importanti del successo turistico della città. Penso anche all'azione di bilanciamento e di compensazione degli alti e bassi dell'offerta turistica, che fa riempire gli alberghi in mesi di vuoto».

«Non scegliamo un territorio per le riprese per il contributo regionale – sottolinea Francesca Cima di Indigo Film, produttrice friulana fresca di Oscar per “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino -. Il contributo certamente è fondamentale e dà la spinta iniziale, ma non saremmo mai venuti a Trieste se non fossimo stati sicuri di venir accolti, accuditi e ospitati. Siamo consapevoli di essere a volte ingombranti e a volte purtroppo ci capita di lavorare contro qualcuno più che con qualcuno. Non è stato questo il caso: con il supporto della Film Commission si è anzi potuto realizzare un lavoro discutendo e costruendo insieme il film passo dopo passo».

 

 

 

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