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Lorenzo Sportiello (Index Zero): In Bulgaria ho trovato delle location straordinarie

Indexzero1Girato in Bulgaria, "Index Zero", film di fantascienza del regista Lorenzo Sportiello, dopo essere stato presentato al Festival del Film di Roma, ha appena partecipato in concorso al Trieste Science+Fiction 2014 vincendo il premio Méliès d'argent e potrà dunque competere al Méliès d'or, riconoscimento annuale al miglior film fantastico europeo dalla European Fantastic Film Festivals Federation. In generale, la positiva ricezione della critica che evidenziato il respiro internazionale di quest'opera prima, il coraggio e la bravura del regista, nonché quella degli interpreti e delle maestranze tecniche.Desiderosi di conoscere qualcosa di più sul contributo bulgaro a questa realizzazione, ed incuriositi dalla vicenda narrata nel film, abbiamo posto alcune domande a Lorenzio Sportiello, che ringraziamo della disponibilità. Nato a Bari nel 1978, il regista vive e lavora a Roma, dove si è laureato in Scienze della Comunicazione e diplomato in regia cinematografica al Centro Sperimentale di Cinematografia.Diverse produzioni italiane ed internazionali hanno deciso di girare in Bulgaria, soprattutto per motivi di budget ma anche per il buon livello delle strutture e delle maestranze. Nel suo caso, come è maturata la decisione di girare in Bulgaria?Per entrambi i motivi, ma anche perché la mia storia è ambientata in un paese dell'est e necessitava di quelle straordinarie location e di quelle facce espressive.Quali sono stati gli aspetti positivi e quali le eventuali criticità che ha riscontrato nel lavorare in Bulgaria?La gente è molto accogliente e onesta, soprattutto verso noi italiani! I problemi più gravi, ahimè, sono stati legati all'incontro di persone sbagliate che hanno truffato la produzione italiana e i lavoratori bulgari bloccando le riprese per 2 settimane.Conosce il cinema bulgaro? Durante il suo soggiorno ha avuto modo di conoscere dei registi bulgari e/o visionare le loro opere?Purtroppo no, ma ho avuto la possibilità di notare che il cinema bulgaro è più influenzato dal cinema di genere americano che dalla cinematografia europea. Questo mi è dispiaciuto.Dal punto di vista umano come si è trovato in Bulgaria? C'è qualche episodio che vuole condividere?In Bulgaria ho trovato amici veri, anche lontano dal set. Sono stato legato soprattutto a una ragazza e alla sua cerchia di amici. Tutte persone straordinarie e molto vicine al mio modo di intendere l'amicizia, con alcuni di loro ho ancora un forte legame affettivo.Kremikovtsi è un luogo simbolo per la Bulgaria essendo stato il più grande complesso metallurgico del paese. Costruito negli anni '60, per decenni ha rappresentato uno dei punti di forza del sistema industriale bulgaro, arrivando ad impiegare fino a 20.000 persone. Dopo i cambiamenti cominciati nel 1989 è iniziato il declino, è stato poi privatizzato, finendo negli ultimi anni in completo sfacelo. Che impressione le ha fatto lavorare in quella che era un enorme città dell'acciaio e che oggi è un luogo desolato, che appare quasi come quello che resta di un campo di battaglia?Mi ha ricordato molto delle problematiche italiane analoghe. L'ILVA di Taranto è un impianto che sta vivendo quello che probabilmente Kremikovtsi ha vissuto in passato. Girare in un luogo del genere è stato impressionante. Soprattutto quando si è trattato di entrare nelle baracche che usavo i lavoratori, un emozionante salto nel passato di 25 anni.IndexZero2
Diversi registi hanno scelto di ambientare film di fantascienza distopica in luoghi desolati e fatiscenti. Il primo che mi viene in mente è Andrej Tarkovskij che ha girato le scene iniziali di "Stalker" nel quartiere Rotermann di Tallinn costruendo in questo modo l'atmosfera che caratterizza l'intero film. Perché queste aree industriali dismesse affascinano così tanto i registi?Per lo stesso motivo per cui al cinema le rughe sono più interessanti di una pelle liscia e giovane. Le macerie hanno un passato da raccontare, un dramma, una sofferenza che molto spesso le costruzioni moderne non hanno.In "Index Zero" lei affronta i temi della migrazione e della maternità, ma da una diversa prospettiva rispetto a "Children of Men". In che modo questo film è stato una delle sue fonti di ispirazione?Sebbene ci sono delle assonanze con questo film, la trama è completamente diversa. Più che altro, mi sono ispirato alla visione devoluta di futuro che ha messo in scena Cuaron. La reputo molto moderna.Per quanto riguarda il tema della migrazione recentemente la Bulgaria, con il sostegno della Unione Europea, ha eretto una barriera al confine con la Turchia per fermare esseri umani che spesso fuggono da guerre o disastri economici nei quali l'occidente è direttamente o indirettamente parte in causa. Erigere nuove e sempre più alte barriere è davvero l'unico modo in cui si può affrontare il problema?Domanda complessa che richiederebbe una risposta altrettanto complessa. Non mi sento sufficientemente titolato per rispondere, ma credo che quello che induce le migrazioni sia lo sfruttamento da parte delle nazioni più ricche ai danni di quelle più povere. L'occidente non può pretendere di impoverire delle popolazioni sottraendo loro risorse e impedire al tempo stesso la naturale spinta migratoria di queste genti per cercare di sopravvivere.
Indexzero3Quanto alla sostenibilità della maternità è di pochi giorni fa la notizia di come aziende come Apple e Facebook, che sono considerate modelli del capitalismo avanzato, hanno offerto alle loro impiegate, come fosse un "benefit", la possibilità di congelare gli ovuli per poter posticipare la maternità. Nell'Europa del futuro descritta in "Index Zero", si usano uteri artificiali per non far perdere alle donne nove mesi di produttività. Sembra dunque che già oggi i dirigenti di queste grandi aziende abbiano ben chiaro che cosa sia la "sostenibilità", ovviamente dal loro punto di vista. Che cosa ne pensa?A questo, davvero, non so rispondere. Sono fiducioso nel futuro e credo che, qualunque scelta il genere umano prenda, sarà equilibrata dalla nostra innata capacità di adattamento.

Fonte: Bulgaria-Italia.com
 

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