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Pupi Avati in Calabria: scelta la location per il suo nuovo film

Il regista e il fratello produttore a Rocca Imperiale, nel Cosentino, dove girerà una parte delle riprese di "Le nozze di Laura", che andrà in onda sulla Rai agli inizi del 2016

1433833036846.jpg--di FRANCO MAURELLA - Un bagno di folla e applausi scroscianti all’ingresso in Piazza d’Armi, nel maestoso Castello di Federico II, per Antonio e Pupi Avati, giunti a Rocca Imperiale, suggestivo borgo sull'Alto Jonio cosentino, location scelta per una parte delle riprese del nuovo film del regista bolognese. Rai fiction ha infatti commissionato alla Duea Film "Le nozze di Laura", un tv Movie di 90 minuti che andrà in onda agli inizi del 2016. «Le riprese inizieranno il 29 giugno a Roma – dice Antonio Avati – dove gireremo per due settimane. Poi, per altre due settimane, da metà luglio, verremo a Rocca Imperiale e per una settimana ancora gireremo a Strongoli». «La storia scritta da Pupi – continua il produttore della Duea-, dovrebbe fare da apripista ad altre storie ispirate ai Vangeli ma riportati ai nostri giorni. Le nozze di Laura si ispira alle Nozze di Cana, il primo miracolo di Gesù. Se il film sarà gradito ai nostri committenti - gireremo altri cinque episodi è non è detto che non si torni qui».

Poi, il momento piu’ atteso: l’intervento di Pupi Avati. Ha salutato Dante Maffia destinatario insieme a lui di un premio laziale alla carriera ed ha ricordato che il primo film lo ha diretto nel 1968 «quando sui muri delle università si scriveva “la fantasia al potere”» mentre oggi «il nostro modo di vivere è riferibile solo alle cifre». «La Tv che vogliamo fare noi – ha detto Pupi Avati -, ricandida uno dei valori importanti: la famiglia; la qualità dei familiari, a quello che producono di buono, di positivo». «Ho pensato a questo primo episodio – aggiunge – con la convinzione che bisogna credere nei miracoli».

«Quella che racconto – riferisce Pupi Avati – è la storia di una ragazza di qua, Laura, non bella e con una padre che coltiva limoni e arance. La manda a Roma con la speranza che nella grande città anche una ragazza non bella possa trovare vita affettiva. Ed invece, non troverà nessuno. Nel giorno del suo compleanno, si regala una paio di scarpe leopardate con tacco 12 per andare a teatro, al Pincio. Lungo la strada sente forte l’odore che emanava una lavanderia. Vi entra e pian piano si sfoga con il ragazzo che la gestisce, finendo col farci l’amore. Il ragazzo sparisce e lei è costretta a tornare a Rocca perché incinta. Il padre la manda nei terreni di proprietà a raccogliere limoni e arance. E’ li che conosce un ragazzo africano, principe del Ciad, e nasce una storia d’amore. Una storia bella e tenera che si conclude con un miracolo…Non vi dico altro».

Mostrando grandi valori cristiani, Pupi Avati ha aggiunto che «il Vangelo è qualcosa di meraviglioso riferito ad un ragazzo che 2 mila anni fa diceva dai e ti sarà dato, ed altro di valore impensabile». «I nostri rapporti – ha concluso – oggi sono condizionati dagli esperti in economia che sbagliano in continuazione. Forse è meglio affidarci ai miracoli». Durante il tour a Rocca Imperiale, il regista ha fatto visita anche alla chiesa madre, dedicata a Santa Maria Assunta, fermandosi davanto al quadro della Madonna della Nova, protettrice del paese. La comunità è particolarmente devota a questa immagine, che ogni sabato in albis viene portata in processione in paese, per poi essere riaccompagnata, il 2 luglio, al suo santuario.

Fonte: Il quotidiano del sud

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